di Alberto Galvi –

Un ex comandante del LRA (Esercito di resistenza del Signore) Thomas Kwoyelo è stato ritenuto colpevole da un tribunale dell’Uganda di molteplici capi di imputazione per crimini contro l’umanità. Kwoyelo è stato comandante di basso rango della milizia, fu arrestato nel marzo 2009 nella RDC (Repubblica Democratica del Congo) durante un rastrellamento delle forze regionali contro i ribelli dell’LRA fuggiti dall’Uganda due anni prima.

Kwoyelo fu processato nel luglio 2011, ma dopo due mesi fu liberato per ordine della Corte suprema, la quale stabilì il rilascio per le stesse motivazioni di migliaia di altri combattenti a cui era stata concessa l’amnistia dopo essersi arresi. Ma l’accusa fece ricorso contro la decisione e l’uomo fu nuovamente processato, anche se il caso venne ripetutamente rinviato.

Il LRA è stato fondato in Uganda negli anni ’80 con l’obiettivo di instaurare un regime basato sui Dieci comandamenti da Joseph Kony, oggi ricercato dalla CPI (Corte penale internazionale) per stupro, schiavitù, mutilazione, omicidio e reclutamento forzato di bambini soldato. Gli Stati Uniti hanno offerto 5 milioni di dollari come ricompensa per informazioni che portino alla sua cattura.

La ribellione contro il presidente Yoweri Museveni si estese dall’Uganda al Sudan, alla RDC e alla Repubblica Centrafricana. La guerra civile si è effettivamente conclusa nel 2006, quando è stato avviato un processo di pace, ma Kony, era riuscito a sfuggire alla cattura. Nel corso degli anni migliaia di combattenti ribelli hanno ottenuto l’amnistia del governo ugandese, ma a Kwoyelo è stata negata tale proroga. Il processo a Kwoyelo è controverso in una società che si sta ancora riprendendo dalle conseguenze della guerra.