di Giuseppe Gagliano –
Dodici senatori repubblicani degli Stati Uniti, cioè di una delle più note e acclarate democrazie a livello globale, hanno inviato una lettera intimidatoria al procuratore capo della Corte penale internazionale minacciandolo di gravi conseguenze se la corte dovesse emettere mandati di arresto contro alti funzionali israeliani e fra questi il primo ministro Benjamin Netanyahu. I senatori repubblicani sono guidati da Tom Cotton e hanno sottolineato che qualsiasi reazione contro Israele sarebbe considerata addirittura priva di basi legali.
Gli Stati Uniti e Israele non riconoscono l’autorità della Corte poiché non hanno mai ratificato lo Statuto di Roma.
La lettera è stata firmata anche dai senatori Mitch McConnell, Rick Scott, Tim Scott, Ted Cruz e Marco Rubio. Tuttavia esiste un altro aspetto che emerge con estrema chiarezza: i senatori hanno accusato la corte di voler punire Israele per delle azioni che devono essere considerate di autodifesa contro l’azione offensiva dell’Iran. Qualsiasi mandato di arresto quindi contro i funzionari israeliani equivarrebbe, secondo i firmatari, implicitamente a legittimare il terrorismo di Hamas.
In ultima analisi, dal loro punto di vista non sussiste alcune equivalenza morale tra le azioni compiute da Hamas e la risposta israeliana, che ha portato alla morte di oltre 34.500 civili di cui un terzo bambini.




