Usa. Coronavirus: Trump torna ad accusare la Cina, vuole ispettori nel laboratorio di Wuhan

Notizie Geopolitiche

Mentre negli Usa i casi accertati di contagi da coronavirus sono 730mila con oltre 40mila decessi, il presidente Usa Donald Trump è tornato ad attaccare la Cina con una retorica aggressiva, affermando che “Ne pagheranno le conseguenze, certamente, se ne sono intenzionalmente responsabili; non se è stato un errore”. Forte dei rapporti dell’intelligence, il capo della Casa Bianca è convinto che Pechino abbia mentito sui dati anche grazie alla collaborazione del numero uno dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale è stato eletto grazie al supporto dei paesi africani, oggi in mano all’imperialismo cinese.
Secondo gli americani i contagi in Cina sarebbero ben più degli 83mila dichiarati, ed anche Radio Free Asia ha reso noto nei giorni scorsi che “Dall’inizio della settimana sette grandi società di pompe funebri hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti alle rispettive famiglie. Questo fa pensare che siano morte più persone rispetto a quanto indicato dalle cifre ufficiali”.
Trump vorrebbe inoltre vederci chiaro su cosa potrebbe essere successo nel laboratorio di virologia con standard di sicurezza di livello 4 (il massimo) di Wuhan, epicentro della pandemia, ed ha chiesto alla Cina di lasciarvi entrare i propri ispettori. Una linea sostenuta da diversi media statunitensi tra cui Fox News, per il quale il virus sarebbe stato originato proprio in quel laboratorio non come arma batteriologica, bensì nel quadro di una serie di ricerche volte a dimostrare le capacità a cui sarebbero giunti i ricercatori cinesi.
Per Trump “Tutto questo avrebbe potuto essere fermato in Cina prima dell’inizio. E tutto il mondo sta soffrendo”. “So che i cinesi stanno conducendo un’indagine – ha aggiunto -, vediamo cosa succede. Ma stiamo indagando anche noi”.