Il Pentagono prevede un finanziamento fino a sei milioni di dollari per studiare come nascono e si diffondono le narrazioni capaci di influenzare le percezioni dell’opinione pubblica e dei governi, con particolare attenzione alle operazioni attribuite alla Cina. La scheda dell’opportunità di finanziamento indica la cifra come importo massimo previsto e non come somma già versata.

Le risorse sono destinate al Centro nazionale di analisi delle narrazioni, istituito nel 2023 presso l’Università del Mississippi, a Oxford. La struttura combina analisi umana e strumenti automatizzati per esaminare grandi quantità di testi e contenuti digitali, individuare modelli di diffusione e cercare di ricostruirne le fonti.

Il programma finanziato dal Dipartimento della Difesa riguarda la formazione di specialisti, il potenziamento delle infrastrutture di ricerca, la costruzione di reti di collaborazione e la produzione di analisi strategiche destinate ai vertici militari. L’obiettivo è comprendere più rapidamente le campagne informative che potrebbero incidere sulle decisioni politiche e militari degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Per Washington l’informazione è diventata uno dei terreni della competizione strategica con Pechino. Un’operazione d’influenza può infatti cercare di indebolire la fiducia negli alleati, accentuare divisioni interne o modificare la percezione di una crisi senza ricorrere direttamente alla forza militare. Individuare tempestivamente campagne coordinate potrebbe quindi offrire ai decisori un quadro più completo dell’ambiente nel quale devono operare.

Restano tuttavia importanti limiti metodologici. Identificare con certezza l’origine di una campagna informativa è complesso e ancora più difficile è determinarne l’effettiva capacità di modificare comportamenti e opinioni. La diffusione di un grande numero di contenuti non dimostra automaticamente che questi abbiano prodotto un’influenza decisiva.

La questione assume anche una dimensione politica. L’analisi delle narrazioni richiede infatti di distinguere tra operazioni organizzate da potenze straniere, opinioni spontanee e critiche politiche legittime. Una classificazione poco trasparente rischierebbe di compromettere la credibilità dello stesso strumento utilizzato per contrastare le attività d’influenza.

Al progetto partecipa anche EdgeTheory, società tecnologica che fornisce strumenti e sostegno alla formazione. L’espansione di questo settore potrebbe favorire la nascita di un mercato sempre più ampio di tecnologie destinate a individuare reti di diffusione, analizzare contenuti e produrre valutazioni per governi e imprese.

Resta infine da definire il confine tra analisi e intervento. Nella presentazione universitaria del 2023 i responsabili del centro distinguevano lo studio delle narrazioni dal tentativo di plasmarle, mentre oggi tra gli obiettivi compare anche la comprensione dei processi attraverso i quali vengono influenzate le percezioni. Studiare l’origine e la diffusione di una campagna informativa e intervenire per orientare le convinzioni di un pubblico sono attività differenti. La credibilità del progetto dipenderà anche dalla trasparenza con cui verrà mantenuta questa distinzione.