di Giuseppe Gagliano –
L’esercito statunitense si sta intensamente preparando per un possibile conflitto con la Cina, adottando nuove tattiche di addestramento che riflettono le lezioni apprese dal conflitto in Ucraina, secondo quanto riportato oggi dalla New York Times.
Le recenti esercitazioni includono una serie di manovre militari avanzate, tra cui addestramenti specifici nelle giungle e simulazioni di guerra in condizioni ambientali estreme, svolti in collaborazione con le forze alleate di Giappone, Australia e Indonesia.
In Alaska circa un migliaio di soldati statunitensi si sono esercitati nei lanci con paracadute, dimostrando la capacità di dispiegarsi rapidamente e con precisione anche in ambienti remoti e difficili. L’addestramento in Alaska, che richiama scenari di combattimento in condizioni di freddo estremo, è progettato per affinare le capacità di sopravvivenza e adattamento delle truppe, elementi cruciali in un eventuale conflitto con la Cina in aree di alta montagna o con climi rigidi.
Contemporaneamente, vicino a Pearl Harbor, gli equipaggi delle navi hanno provato l’utilizzo di attrezzature di scarico per migliorare la capacità di rifornimento e supporto logistico delle forze statunitensi in mare aperto, una risorsa fondamentale in uno scenario di guerra nel Pacifico, dove le linee di approvvigionamento possono risultare vulnerabili.
Alle Hawaii i soldati si sono concentrati su tecniche avanzate di mimetizzazione per i centri di comando, con l’obiettivo di nascondere e proteggere le postazioni di controllo dalle minacce cibernetiche e dagli attacchi aerei, utilizzando una combinazione di tecniche di camouflage tradizionali e tecnologie innovative di occultamento elettronico. Queste esercitazioni rispondono alla necessità di adattarsi a un potenziale conflitto ad alta intensità in cui la Cina avrebbe a disposizione capacità missilistiche avanzate e una forza navale significativa. La strategia statunitense punta a rafforzare la prontezza operativa e la cooperazione con gli alleati della regione Indo-Pacifica per costruire una rete difensiva solida che possa contenere le mire espansionistiche di Pechino. Questa nuova postura militare americana riflette una visione di lungo periodo in cui la competizione con la Cina si gioca su più livelli, compreso quello tecnologico e logistico, e dove la rapidità di risposta e l’integrazione delle forze alleate diventano fondamentali per mantenere la supremazia americana nella regione.




