di Giuseppe Gagliano –
Le potenti lobby sioniste statunitensi stanno facendo pressioni sui membri del Congresso al fine di far cedere il Sudafrica in merito alla denuncia di genocidio contro Israele presentata presso la Corte Internazionale di Giustizia.
Israele, attraverso un cablogramma classificato, ha chiesto ai propri diplomatici di intervenire presso i legislatori e governatori statunitensi, nonché presso le organizzazioni ebraiche, per concentrare gli sforzi e influenzare le autorità del Sudafrica affinché riveda la propria posizione e ritiri la denuncia presentata per la mattanza di Gaza, arrivata ormai a 41mila morti.
Questo tipo di pressione politica dimostra come Israele stia cercando di evitare che procedimenti legali internazionali minaccino la sua reputazione globale, specialmente in un contesto in cui la comunità internazionale, con il sostegno di esperti legali e di genocidio, sta iniziando a guardare con maggiore attenzione alle sue operazioni militari contro i palestinesi.
Il cablogramma israeliano sottolinea la potenziale minaccia di ripercussioni economiche, come la sospensione delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Sudafrica, se quest’ultimo continuerà con la sua denuncia. Tuttavia il media Axios sottolinea che è improbabile che gli Stati Uniti adottino misure drastiche contro il Sudafrica, considerata la loro necessità di mantenere buone relazioni con Pretoria per contrastare l’influenza di Russia e quella della Cina nel continente africano.
La denuncia del Sudafrica contro Israele per genocidio si basa sull’accusa che le azioni e le dichiarazioni dei leader israeliani, così come l’operato delle forze armate, siano finalizzate a distruggere una parte significativa della popolazione palestinese, violando così la Convenzione sul genocidio. Questa mossa potrebbe avere ripercussioni globali sul modo in cui le nazioni affrontano i crimini di guerra e le violazioni dei diritti umani, mettendo Israele sotto un’ulteriore lente d’ingrandimento da parte della comunità internazionale.




