di Adkhamjon Janobiddinov –
TASHKENT. La settima riunione consultiva dei capi di Stato dell’Asia centrale, tenutasi ieri in Uzbekistan, ha aperto un nuovo capitolo nella storia diplomatica moderna della regione. Quella che era nata come una piattaforma di dialogo tra cinque nazioni confinanti ha ora compiuto un importante passo avanti con l’ammissione dell’Azerbaigian come partecipante a pieno titolo.
Il presidente Shavkat Mirziyoyev ha aperto il vertice con un messaggio che ha colto lo stato d’animo di Tashkent: la sensazione che la regione non stia solo affrontando le sfide del passato, ma ridefinendo il proprio futuro. Ha definito la giornata “storica” e ha accolto con favore l’adesione dell’Azerbaigian come un passo pienamente in linea con la storia comune, i profondi legami culturali e la crescente logica geopolitica che collega l’Asia centrale e il Caucaso meridionale. Come ha affermato, questa decisione “costruisce un ponte solido” che rafforza la resilienza strategica di entrambe le regioni.
I processi regionali dell’Asia centrale hanno subito una rapida accelerazione negli ultimi anni e il vertice ha offerto un quadro completo di tale progresso. Problemi un tempo considerati intrattabili, come le controversie territoriali, la chiusura delle frontiere e il coordinamento politico frammentato, sono ora risolti. I confini sono stati riaperti, i partenariati per l’acqua e l’energia sono stati ricostruiti, i collegamenti di trasporto sono stati ripristinati e il contesto per il commercio e gli investimenti è notevolmente migliorato.
I dati presentati al vertice hanno dimostrato questo slancio:
– Il commercio reciproco all’interno della regione ha raggiunto i 10,7 miliardi di dollari nel 2024
– Gli investimenti totali in Asia centrale sono aumentati del 17%.
– Le misure congiunte continuano a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza, contrastare l’estremismo e gestire le minacce transfrontaliere.
L’Uzbekistan, che quest’anno presiede il formato, ha organizzato oltre 20 eventi importanti, tra cui il lancio del Forum di Cooperazione Interregionale e incontri ad alto livello in settori che spaziano dalla difesa all’agricoltura, dalla cultura all’ecologia e alla leadership femminile.
Un tema centrale del discorso del Presidente Mirziyoyev è stata la necessità di preparare la regione per i prossimi 10-20 anni. In un mondo segnato dall’incertezza geopolitica, ha sostenuto, l’Asia centrale può prosperare solo attraverso l’unità, un’azione coordinata e istituzioni rafforzate.
Tra le proposte più importanti c’è stata la trasformazione dell’attuale formato consultivo in una “Comunità dell’Asia Centrale” strategica. Questa includerebbe un Segretariato a rotazione, rappresentanti presidenziali di alto rango e persino un Consiglio degli Anziani, un organismo radicato nelle tradizioni regionali di diplomazia pubblica e saggezza intergenerazionale.
L’integrazione economica è stata un altro pilastro fondamentale. Il Presidente uzbeko ha chiesto:
– Un Programma Regionale Completo per la Cooperazione Commerciale ed Economica fino al 2035
– Una Dichiarazione su un’Area Comune di Investimento
– Un Programma d’Azione Congiunto per l’E-Commerce, che si avvalga di un mercato che si prevede raggiungerà i 150 miliardi di dollari nel prossimo decennio
– L’eliminazione delle barriere doganali e amministrative per consentire una crescita del commercio da 1,5 a 2 volte
Lo sviluppo delle infrastrutture rimane centrale per le ambizioni regionali. Progetti di trasporto di riferimento come la ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, il corridoio trans-afghano e l’ampliamento delle rotte transcaspiche dovrebbero ridefinire la connettività tra Asia ed Europa. L’Uzbekistan ha proposto di istituire un Consiglio per lo Sviluppo delle Infrastrutture per coordinare questo lavoro.
I leader hanno adottato documenti importanti, tra cui il Concetto di Sicurezza e Stabilità Regionale e un Catalogo dei Rischi e delle Minacce per il 2026-2028. L’Afghanistan, dato il suo impatto immediato sulla stabilità regionale, è stato al centro delle discussioni, con l’Uzbekistan che ha sottolineato la necessità di integrare il Paese in progetti infrastrutturali ed energetici.
Anche le sfide ambientali, in particolare il cambiamento climatico e la scarsità d’acqua, hanno ricevuto un’attenzione senza precedenti. L’Uzbekistan ha proposto di dichiarare il periodo 2026-2036 “Decennio di Azione Pratica per un Uso Razionale dell’Acqua” e ha introdotto l’idea di coinvolgere l’Afghanistan nella gestione congiunta delle risorse idriche del bacino dell’Amu Darya. È inoltre in fase di istituzione un Centro di Competenza Regionale per la Gestione delle Risorse Idriche, con sede a Tashkent.
Oltre a politica ed economia, i leader si sono concentrati sui legami culturali e intellettuali, aree in cui l’Asia Centrale vanta un’eredità di civiltà comune. Alla vigilia del vertice, i presidenti hanno visitato il Centro per la Civiltà Islamica di Tashkent, che ospita manoscritti di inestimabile valore, tra cui lo storico Mushaf di Uthman. Hanno inoltre preso parte al primo Congresso Internazionale sull’Eredità Spirituale e l’Illuminazione, che l’Uzbekistan propone di rendere un evento annuale.
Inoltre, l’Uzbekistan sta promuovendo una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che onora il contributo degli studiosi dell’Asia centrale alla civiltà globale e ha proposto la creazione di un Fondo per la Ricerca Scientifica a sostegno della cooperazione accademica e dell’innovazione regionale, anche nel campo dell’intelligenza artificiale.
Alla conclusione del vertice, i leader hanno adottato una dichiarazione congiunta e diversi documenti chiave, mentre il Turkmenistan è stato confermato alla presidenza del formato nel 2026, ora esteso a “Asia centrale e Azerbaigian”.
Il messaggio generale del vertice è stato chiaro: l’Asia centrale non è più una regione definita dalla frammentazione, ma dal partenariato. L’adesione dell’Azerbaigian conferisce a questo formato una nuova profondità geopolitica, collegando due regioni strategicamente importanti. E la diplomazia attiva dell’Uzbekistan continua a svolgere un ruolo importante nel guidare la regione verso l’unità, la modernizzazione e la prosperità condivisa.
Come ha affermato il Presidente Mirziyoyev, “La nostra forza risiede nell’unità e la nostra strada verso il successo risiede nell’amicizia e nella cooperazione”.












