Adkhamjon Janobiddinov –
TASHKENT. La 20ma riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Selvatiche Minacciate di Estinzione (CITES COP20) si è aperta oggi presso il complesso Silkroad Samarkand Expo in Uzbekistan. Riunisce rappresentanti governativi, funzionari di polizia, scienziati e attivisti provenienti da tutto il mondo. La conferenza, che si terrà fino al 5 dicembre, si concentrerà sulle decisioni che potrebbero plasmare il futuro del commercio legale e illegale di fauna selvatica per molti anni.
Si tratta di un altro importante evento internazionale a Samarcanda dopo il 43° Vertice Generale dell’UNESCO. Delegati provenienti da oltre 180 Paesi arrivano con priorità diverse: alcuni desiderano una maggiore tutela della fauna selvatica, mentre altri sostengono il commercio controllato che ritengono possa contribuire a finanziare gli sforzi di conservazione. La CITES prende decisioni attraverso le sue tre Appendici: l’Appendice I vieta il commercio, l’Appendice II consente il commercio con permessi rigorosi e l’Appendice III consente ai Paesi di richiedere il supporto di altre Parti. Quest’anno, i delegati esamineranno più di 50 proposte per modificare questi elenchi.
Una parte fondamentale dell’agenda va oltre l’elenco delle specie. I delegati discuteranno su come migliorare i sistemi di monitoraggio, modernizzare l’applicazione delle leggi e colmare le lacune che rendono possibile il riciclaggio e il contrabbando di fauna selvatica. Una delle principali preoccupazioni è il rapido spostamento del commercio illegale di fauna selvatica verso le piattaforme online. La conferenza include sessioni speciali sui reati informatici contro la fauna selvatica, e i partner della CITES si stanno concentrando su una migliore condivisione dei dati e sugli aggiornamenti legali per fermare il traffico online. Tuttavia, le discussioni più delicate riguarderanno le proposte specifiche.
Samarcanda ospiterà anche la presentazione ufficiale della Dichiarazione e del Piano d’Azione di Samarcanda, un accordo regionale tra i paesi dell’Asia centrale per cooperare sul commercio di fauna selvatica, combattere il traffico transfrontaliero e rafforzare la protezione di habitat e specie lungo le rotte migratorie. Questa dichiarazione dimostra l’impegno congiunto di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan a collaborare per l’applicazione delle leggi e l’uso sostenibile. Numerosi eventi collaterali e panel di esperti collegheranno questa cooperazione regionale agli sforzi globali in materia di applicazione delle leggi, identificazione forense e conservazione guidata dalle comunità.
Ospitando la COP20, l’Uzbekistan ha ottenuto un’importante piattaforma per evidenziare i propri obiettivi di conservazione e la leadership regionale. Il programma prevede il lancio di un progetto di ripristino degli ecosistemi supportato dal GEF e presenta la strategia Ramsar aggiornata dell’Uzbekistan per le sue zone umide di importanza internazionale, tra cui il sistema lacustre di Sudochye vicino al Lago d’Aral. Questa strategia si concentra sull’adattamento climatico, sulle riforme della gestione delle risorse idriche e sulla protezione della biodiversità unica delle zone umide aride. Questi sforzi di ripristino a livello nazionale e internazionale sono stati sottolineati prima della conferenza e costituiscono una parte importante dell’immagine di Samarcanda come centro di diplomazia ambientale.
Nei prossimi giorni, panel scientifici, riunioni di comitato e colloqui bilaterali esamineranno le prove tecniche alla base delle proposte, considereranno le sfide relative all’applicazione e cercheranno di trovare un compromesso su questioni delicate come il commercio di avorio, corno di rinoceronte e prodotti allevati in cattività. Gli eventi collaterali metteranno in evidenza nuovi strumenti per il monitoraggio, la condivisione dei dati e la lotta ai reati online contro la fauna selvatica, a dimostrazione del fatto che la CITES continua ad adattarsi ai mercati odierni in rapida evoluzione.
La COP20 della CITES è un’importante conferenza globale che offre all’Uzbekistan un’importante opportunità per dimostrare la propria leadership nella diplomazia ambientale e faunistica. Ospitare questo evento rafforza il ruolo del Paese nella cooperazione regionale, nella conservazione e nella lotta globale al commercio illegale di specie selvatiche.












