di Giuseppe Gagliano

Il governo dell’Uzbekistan ha respinto l’invito ad aderire all’Unione Economica Eurasiatica (UEE), un’alleanza economica promossa dalla Russia e comprendente Bielorussia, Armenia, Kazakistan e Kirghizistan. Si tratta di un segnale politico forte e mirato a preservare l’indipendenza economica e politica del Paese, nonché a distanziarsi dalla sfera d’influenza russa senza però compromettere le relazioni commerciali esistenti, dato che la Russia rimane il principale partner commerciale dell’Uzbekistan.

La decisione, ha spiegato il primo vicepresidente della Camera legislativa del Parlamento uzbeko Akmal Saidov, mette in evidenza come Tashkent non abbia riscontrato reali vantaggi economici nell’adesione all’UEE e preferisca mantenere lo status di osservatore, evitando di compromettere la propria sovranità e indipendenza nelle decisioni economiche.

In questo contesto l’Uzbekistan prosegue il suo percorso verso l’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), un passo che gli permetterebbe di stabilire tariffe commerciali in linea con i propri interessi e che rappresenta un ulteriore allontanamento dal controllo economico russo, ma vengono stretti anche legami con l’Unione Europea, interessata al potenziale uzbeco in merito alle materie prime.

Questa postura evidenzia anche una strategia più ampia dell’Uzbekistan di diversificare le proprie alleanze economiche e politiche in risposta al mutato contesto internazionale, dove l’invasione russa dell’Ucraina ha sollevato timori nei Paesi dell’area ex-sovietica sulla stabilità e sulla capacità della Russia di sostenere la propria influenza nella regione. Tashkent ha mantenuto stretti legami commerciali con Mosca, ma allo stesso tempo ha rifiutato di riconoscere le autorità separatiste filorusse di Donetsk e Luhansk, ribadendo il proprio sostegno all’integrità territoriale ucraina. Dietro questa posizione dell’Uzbekistan si intravede il tentativo di bilanciare i rapporti con Mosca e le opportunità di apertura verso altri partner internazionali, un equilibrio che permette al Paese di mantenere stabilità interna e sviluppo economico senza sottomettersi a un’influenza dominante. La scelta di restare al di fuori dell’UEE riflette quindi un pragmatismo geopolitico: garantire rapporti con la Russia ma senza compromettere l’autonomia strategica nazionale, in linea con una politica estera che mira alla protezione degli interessi uzbeki in un contesto globale sempre più multipolare.