di Maria Carmela Fiumanò / Dire * –
Nel giorno della Pentecoste, Papa Leone XIV parlando in piazza San Pietro ha dedicato un pensiero a tutti i popoli che stanno soffrendo a causa della guerra in Medio Oriente: “A Maria Santissima aiuto dei cristiani, affidiamo anche le comunità cristiane della Terra Santa, del Libano e di tutto il Medio Oriente, che soffrono a causa della guerra”. Durante il Regina Coeli, papa Leone ha anche citato il nome del suo predecessore, papa Francesco, ricordando le sue parole sulla Chiesa che deve essere “aperta a tutti”. Ha detto il Pontefice: “Come ricordava Papa Francesco, siamo chiamati ad essere una Chiesa che benedice e incoraggia, una Chiesa dalle porte aperte a tutti“.
Qui il discorso intero di papa Leone XIV: “Possiamo soffermarci su un’immagine dello spirito che ci viene consegnata dalla liturgia di oggi: lo Spirito apre le porte. Il Vangelo, infatti, ci dice che erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei. E al tempo stesso, il libro degli Atti degli Apostoli ci racconta che lo Spirito arrivò come un vento impetuoso che aprì quelle porte, spinse i discepoli ad uscire e ad annunciare la buona notizia di Cristo risorto. Possiamo chiederci anche oggi: quali porte apre lo Spirito Santo? La prima porta – spiega il Papa- è quella di Dio stesso, nel senso che ci apre l’accesso al mistero di Dio così come si è rivelato in Gesù Cristo. Con il dono del suo Spirito, Dio ci dona la vera fede, ci fa comprendere il senso delle Scritture, si fa conoscere come vicino e ci permette di partecipare alla sua stessa vita. Lo Spirito Santo ci aiuta a fare un’esperienza personale di Dio, a incontrarlo in Gesù e non solo nell’osservanza di una legge, a riconoscerlo in noi e a scoprire i segni della sua presenza nella vita quotidiana. La seconda porta, continua il Pontefice, “è quella del cenacolo, cioè della Chiesa. Senza il fuoco dello Spirito, la Chiesa rimane prigioniera della paura, timorosa davanti alle sfide del mondo, chiusa in se stessa e quindi anche incapace di entrare in dialogo con i tempi che cambiano. Lo Spirito apre le porte della Chiesa perché sia accogliente e ospitale verso tutti, anche verso chi ha chiuso le porte a Dio, agli altri, alla speranza, alla gioia di vivere. Come ricordava Papa Francesco, siamo chiamati ad essere una Chiesa che benedice e incoraggia, una Chiesa dalle porte aperte a tutti“.
Infine, conclude Papa Leone, “lo Spirito Santo apre le porte dei nostri cuori, aiutandoci a vincere le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi, e rendendoci capaci di vivere come figli di Dio e fratelli tra noi. Dove c’è lo Spirito del Signore, nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti parlano l’unica lingua dell’amore, che unisce e armonizza le diversità. Fratelli e sorelle, anche ai nostri giorni, specialmente in questo giorno di Pentecoste, dobbiamo invocare lo Spirito Santo perché apra tutte le porte che ancora rimangono chiuse. Abbiamo bisogno di riscoprire Dio come Padre che ci ama, di edificare una Chiesa dove tutti si sentano a casa e di far crescere un mondo fraterno in cui regni la pace fra tutti i popoli”.
* Fonte: agenzia Dire.





