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Il Vaticano non ha concesso al Dalai Lama, guida spirituale dei tibetani, di incontrare il “collega” (entrambi hanno il titolo di “Santità”) papa Francesco. Certamente alla base della clamorosa decisione c’è la volontà di non dar addito ad attriti con la Cina in un momento in cui si sta cercando di riavviare il dialogo per risanare la situazione del mondo cattolico cinese, che vede una Chiesa che fa capo a Roma, clandestina, e una “patriottica”, riconosciuta dallo Stato, ma non dal Vaticano. I rapporti diplomatici fra le due nazioni sono interrotti dall’epoca di Mao Tse-tung.

Dopo aver saltato la tappa in Sudafrica, dove il presidente Jacob Zuma ha cestinato una loro lettera-appello, la carovana dei premi Nobel è giunta in Italia, dove il Dalai Lama ed altre 22 persone con lo stesso riconoscimento, da Mikhail Gorbaciov a Betty Williams, da David Trimble all’arcivescovo Desmond Tutu, ed ancora Jody Williams, Jose Ramos-Horta, Leymah Gbowee, Mairhead Maguire e Shrin Ebdai, terranno una conferenza.

A far sapere che il papa non avrebbe incontrato il Dalai Lama è stato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, il quale ha spiegato che non è prevista alcuna “udienza del Papa con i Nobel. Per l’incontro ci sarà un messaggio del Pontefice a firma Segretario di Stato”.

Interpellato dalla stampa sul caso, Tenzin Gyatso (nome del Dalai Lama) ha risposto che “L’amministrazione del Vaticano dice che non è possibile perché potrebbero crearsi degli inconvenienti. Però apprezzo il Pontefice”.