di Giuseppe Gagliano –
Il conflitto tra Israele e il movimento sciita filo-iraniano degli Houthi nello Yemen si intensifica, aprendo un nuovo capitolo nella già complessa geopolitica del Medio Oriente. Gli attacchi aerei condotti da Israele sull’aeroporto di Sanaa e su infrastrutture chiave nello Yemen segnano una risposta diretta ai lanci di missili e droni che hanno colpito il territorio israeliano, spingendo la regione verso una potenziale escalation.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi mirano a “tagliare il ramo del terrorismo dall’asse iraniano del male”. L’obiettivo di Israele è chiaro: colpire le infrastrutture utilizzate dagli Houthi per trasferire armi iraniane e ospitare ufficiali di alto rango di Teheran. Tra gli obiettivi figurano anche porti strategici sul Mar Rosso e centrali elettriche.
Secondo una nota delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), gli attacchi hanno colpito infrastrutture che facilitavano il supporto iraniano agli Houthi, rafforzando così la presenza di Teheran nella regione. Israele ha intensificato la sua campagna militare dopo che gli Houthi sono riusciti a violare le sue difese, colpendo Tel Aviv con missili balistici e droni.
Gli Houthi, conosciuti ufficialmente come Ansar Allah, sono un movimento ribelle sciita che controlla ampie zone dello Yemen settentrionale, inclusa la capitale Sanaa. Dal 7 ottobre il gruppo ha intensificato gli attacchi contro Israele utilizzando il Mar Rosso come teatro di sabotaggi contro mercantili internazionali. La loro retorica anti-israeliana e il supporto dichiarato alla causa palestinese li collocano come una pedina strategica per l’Iran nel confronto con Israele.
Israele sta coordinando le sue operazioni con gli Stati Uniti, che osservano con attenzione la situazione. Tuttavia gli Houthi hanno avvertito che qualsiasi attacco statunitensecontro lo Yemen porterà a rappresaglie dirette contro interessi statunitensi nella regione. Questa minaccia solleva il rischio di un’escalation su scala più ampia, coinvolgendo attori globali in un conflitto già frammentato.
Mentre Israele colpisce infrastrutture strategiche, il bilancio umano cresce. Il ministero della Salute yemenita, controllato dagli Houthi, riporta decine di vittime tra cui civili. Tra i sopravvissuti agli attacchi figura il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Ghebreyesus, che si trovava a Sanaa per negoziare il rilascio di membri dello staff ONU.
La situazione umanitaria nello Yemen, già drammatica a causa della guerra civile, rischia di peggiorare ulteriormente. Le infrastrutture danneggiate e l’intensificarsi delle operazioni militari limitano l’accesso agli aiuti umanitari e aggravano la crisi sanitaria.
La guerra tra Israele e gli Houthi segna un’escalation che trascende i confini regionali, evidenziando il crescente intreccio tra conflitti locali e rivalità globali. Mentre Israele cerca di neutralizzare una minaccia diretta, il rischio di una guerra più ampia coinvolgendo l’Iran e i suoi alleati rimane alto. La comunità internazionale è chiamata a intervenire per prevenire ulteriori deterioramenti in una regione già devastata da anni di conflitti.












