Yemen. Gli Houthi minacciano Bab al-Mandeb e riaccendono la tensione con l’Arabia Saudita

di Giuseppe Gagliano –

Gli Houthi hanno annunciato un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita in risposta al blocco imposto da Riad sullo Yemen e al bombardamento dell’aeroporto di Sanaa. La decisione riporta al centro della crisi lo stretto di Bab al-Mandeb, uno dei principali snodi del commercio mondiale, facendo crescere il rischio di una nuova escalation regionale.
Lo stretto collega l’Oceano Indiano al Mar Rosso e rappresenta una delle rotte strategiche per il traffico commerciale ed energetico tra Asia, Europa e Mediterraneo. Un suo parziale blocco costringerebbe molte compagnie a circumnavigare l’Africa, con un aumento dei tempi di navigazione, dei costi assicurativi e delle tariffe di trasporto.
Pur non disponendo di una marina militare in grado di imporre un vero blocco navale, gli Houthi possono rendere la navigazione estremamente rischiosa attraverso missili antinave, droni e imbarcazioni esplosive. Una strategia già sperimentata durante la guerra di Gaza, quando numerose navi commerciali modificarono le proprie rotte per evitare il Mar Rosso.
L’attuale tensione è alimentata anche dalla disputa sui collegamenti aerei tra Iran e Yemen. Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e sostenuto da Riad considera i voli provenienti da Teheran un possibile canale di rifornimento militare per gli Houthi, mentre il movimento sciita sostiene che si tratti di collegamenti destinati al trasporto di funzionari e feriti. Il bombardamento della pista dell’aeroporto di Sanaa da parte della coalizione araba ha ulteriormente aggravato il confronto.
Sul piano politico, la tregua raggiunta nel 2022 appare sempre più fragile. Il governo yemenita ribadisce l’obiettivo di riconquistare i territori controllati dagli Houthi, mentre questi ultimi hanno innalzato il livello di allerta militare e minacciano una risposta contro qualsiasi nuova offensiva saudita.
Gli Houthi continuano inoltre a rappresentare uno degli alleati regionali dell’Iran, dal quale ricevono sostegno politico e capacità tecnologiche, pur mantenendo una significativa autonomia decisionale. Tuttavia, anni di conflitto e le difficoltà logistiche legate alla guerra che coinvolge direttamente Teheran potrebbero limitare la disponibilità di missili e droni, rendendo l’embargo soprattutto uno strumento di pressione politica e psicologica.
La crisi yemenita conferma come un conflitto locale possa avere ripercussioni globali. Anche senza una chiusura totale di Bab al-Mandeb, il semplice aumento del rischio per la navigazione potrebbe incidere sulle catene di approvvigionamento, sui prezzi dell’energia e sui costi del commercio internazionale, rafforzando il peso strategico degli Houthi nello scenario mediorientale.