di Giuseppe De Santis

Lo Yemen continua a confrontarsi con una crisi economica e umanitaria profonda, aggravata dal conflitto con i ribelli Houthi che rende instabili vaste aree del Paese. Nonostante queste difficoltà, il Paese continua ad attrarre un significativo flusso di migranti provenienti dal Corno d’Africa.

Nel solo 2025 sono arrivati in Yemen 110.144 migranti. Secondo i dati disponibili, il 97% era costituito da cittadini etiopi, mentre la restante parte proveniva principalmente dalla Somalia.

In passato la maggioranza di questi migranti considerava lo Yemen un Paese di transito verso l’Arabia Saudita e gli altri Stati del Golfo. Tuttavia, l’inasprimento delle politiche migratorie nella regione ha spinto un numero crescente di persone a fermarsi nel Paese, accettando impieghi poco qualificati nei settori dell’agricoltura, della ristorazione e dei servizi.

La presenza di una manodopera disposta a lavorare per salari molto bassi sta alimentando tensioni con parte della popolazione locale. Molti yemeniti, già colpiti dalla crisi economica, vedono infatti aumentare la concorrenza per le poche opportunità di lavoro disponibili.

Il fenomeno si inserisce in un contesto particolarmente fragile. Il tasso di disoccupazione nel Paese è stimato attorno al 32% e milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari per soddisfare i bisogni essenziali. Sebbene al momento non si registrino tensioni diffuse tra popolazione locale e migranti, il deterioramento delle condizioni economiche potrebbe favorire in futuro l’emergere di conflitti sociali, come già avvenuto in altri Paesi in via di sviluppo caratterizzati da elevata disoccupazione e forti pressioni migratorie.