di Giuseppe Gagliano –
Grazie alla mediazione dell’Iran la Russia sta vendendo agli Houthi dello Yemen di missili Yakhont (P-800 Oniks). Si tratta di missili supersonici antinave prodotti dalla NPO Mashinostroyueniya, e l’iniziativa sottolinea i legami sempre più stretti tra Teheran e Mosca, in un contesto in cui la Russia cerca di rafforzare la propria influenza in Medio Oriente e l’Iran consolida il suo ruolo di intermediario nel conflitto yemenita.
Gli Houthi, sostenuti dall’Iran e parte del cosiddetto “asse della resistenza”, beneficerebbero notevolmente dell’acquisizione di questi missili antinave, capaci di colpire navi commerciali nel Mar Rosso e di aumentare la minaccia per le operazioni navali occidentali, in particolare quelle statunitensi e israeliane. Questo sviluppo potrebbe aggravare ulteriormente la già delicata situazione di sicurezza nella regione, con implicazioni dirette per la libertà di navigazione e la stabilità commerciale attraverso il Canale di Suez, una delle principali arterie del commercio globale.
La possibilità che la Russia fornisca armamenti avanzati agli Houthi è vista con preoccupazione da parte delle potenze occidentali, soprattutto in un momento di crescente tensione geopolitica e di coinvolgimento militare degli Stati Uniti e del Regno Unito contro gli Houthi.
Il rischio di un’escalation tra le forze ribelli yemenite e la comunità internazionale è concreto, soprattutto se si considera il recente contesto di attacchi contro navi nel Mar Rosso e la minaccia che essi pongono al commercio globale. La posizione dell’Iran, che continua a sostenere attivamente i gruppi ribelli e militanti della regione, complica ulteriormente gli sforzi diplomatici per raggiungere una stabilità duratura nello Yemen, dove la guerra civile in corso ha devastato il Paese.




