Yemen. Riprendono gli scontri, il conflitto riaccende le tensioni nel Mar Rosso

di Giuseppe Gagliano –

I violenti combattimenti tra gli yemeniti Houthi e le forze del governo riconosciuto dalla comunità internazionale nell’area di Jabal Dabbas, a sud di Hodeidah, segnano una nuova escalation del conflitto yemenita e mettono ulteriormente in discussione la fragile tregua raggiunta nel 2022. Secondo le informazioni disponibili, gli scontri avrebbero provocato oltre sessanta vittime, confermando il ritorno di un’intensa attività militare lungo uno dei fronti più sensibili del Paese.
Il controllo di Hodeidah resta decisivo per entrambe le parti. Il porto sul Mar Rosso rappresenta infatti un nodo strategico per i rifornimenti, gli aiuti umanitari e il commercio, oltre a offrire agli Houthi un’importante leva sulla navigazione internazionale. Il movimento sciita, sostenuto dall’Iran, punta a mantenere alta la pressione militare senza necessariamente conquistare nuovi territori, mentre il governo di Aden, appoggiato dall’Arabia Saudita e dalle forze della Resistenza Nazionale, cerca di dimostrare di poter contenere l’offensiva e preservare il controllo delle aree ancora sotto la propria autorità.
La crisi assume anche una forte dimensione regionale. Il recente episodio del volo iraniano diretto a Sanaa e successivamente rientrato a Teheran ha riacceso le accuse di ingerenza nei confronti dell’Iran, confermando come lo Yemen continui a rappresentare uno dei principali terreni di confronto tra Teheran e Riyadh. Per gli Houthi, il sostegno iraniano resta fondamentale sia sul piano politico sia su quello militare, mentre l’Arabia Saudita continua a considerare il movimento una minaccia diretta alla propria sicurezza.
Sul piano economico e geostrategico, il conflitto continua ad avere ripercussioni ben oltre i confini yemeniti. Il controllo del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb permette infatti agli Houthi di esercitare pressione su una delle principali rotte del commercio mondiale. Gli attacchi o le minacce contro la navigazione commerciale aumentano i costi assicurativi, allungano i tempi di percorrenza delle navi e incidono sulle catene globali di approvvigionamento, con effetti anche sui porti europei e mediterranei.
Gli Houthi continuano inoltre a collegare le proprie operazioni alla guerra nella Striscia di Gaza, inserendosi nella più ampia strategia dell’asse regionale sostenuto dall’Iran. In questo contesto, ogni nuova escalation nello Yemen rischia di trasformarsi in un ulteriore fattore di instabilità per il Medio Oriente, coinvolgendo direttamente Arabia Saudita, Iran, Stati Uniti e Israele.
La ripresa dei combattimenti conferma così che la guerra yemenita è tutt’altro che conclusa. Il Paese resta diviso tra autorità rivali e interessi regionali contrapposti, mentre il controllo delle rotte del Mar Rosso continua a fare dello Yemen uno dei principali punti di tensione della competizione geopolitica internazionale.