di Giuseppe De Santis –
Lo Zimbabwe negli ultimi anni è stato colpito da una grave crisi economica, causata prima dal Covid-19 e poi dalla siccità dovuta a El Nino. Secondo stime della Banca Mondiale, se nel 2024 la crescita economica è stata solo del 2%, per il 2025 la crescita prevista sarà tuttavia del 6%, trascinata dal buon andamento dell’agricoltura, del settore minerario e dei servizi.
Il settore dell’agricoltura è destinato a crescere del 13% trascinato con un aumento della produzione di mais e tabacco, quello minerario usufruisce dell’aumento del prezzo del prezzo dell’oro e degli investimenti attuati nelle miniere di litio e ferro, mentre i servizi crescono grazie all’aumento del numero di turisti.
Il settore manifatturiero invece sta attraversando un periodo negativo legato alla siccità che ha fatto calare la produzione di energia delle centrali idroelettriche, con ricadute sull’occupazione.
Per la crescita economica la Banca Mondiale suggerisce l’adozione di riforme finalizzate a garantire la stabilità dei tassi di cambio e dei prezzi, la riduzione del debito estero e gli investimenti in impianti di irrigazione in modo da rendere il settore agrario più resiliente alla siccità.




