di Alberto Galvi –
Il partito ZANU-PF (Zimbabwe African National Union- Patriotic Front) del presidente Mnangagwa avvierà un processo per estendere di due anni il mandato del presidente, mantenendolo potenzialmente al potere fino al 2030. Mnangagwa, è costituzionalmente obbligato a lasciare l’incarico nel 2028, dopo aver completato due mandati elettivi. Mnangagwa è infatti diventato presidente nel novembre 2017, dopo una settimana drammatica in cui l’esercito ha preso il potere e Robert Mugabe si è dimesso dopo 37 anni di mandato. Mnangagwa è stato rieletto presidente nel 2018, ed è stato nuovamente rieletto nell’agosto 2023. I rappresentanti dell’opposizione hanno avvertito che qualsiasi tentativo di riscrivere la Costituzione incontrerà resistenza in tribunale.
Questa vicenda ha messo in luce un intensificarsi della lotta di potere all’interno dello ZANU-PF. Una fazione vuole che Mnangagwa rimanga al potere fino al 2030, un’altra sta preparando il terreno per l’ex generale dell’esercito Chiwenga, che ha contribuito a rovesciare Robert Mugabe nel colpo di Stato del 2017. I critici accusano lo ZANU-PF di reprimere il dissenso, indebolendo la competizione democratica.




