di Andrea Costanzo –
Trascorsa la settimana più difficile della recente storia politica boliviana a seguito del tentato colpo di stato del 26 giugno promosso dal capo di stato maggiore dell’esercito Juan Josè Zuniga, il governo di Luis Arce riparte da dove si era fermato, cioè dall’integrazione latino americana e dalla prospettiva di aderire ai BRICS+ a guida russo-cinese.
E’ di ieri la notizia che la Bolivia aderirà al Mercosur, la comunità economica sudamericana fondata nel 1991 sul modello della CEE europea. Il parlamento boliviano ha approvato l’adesione e lunedì Arce sarà ad Asunciòn al vertice dei capi di Stato del Mercosur.
Tuttavia tra le richieste previste per l’adesione vi è quella dei cosiddetti standard democratici. Infatti alcuni paesi come l’Argentina di Milei si sono dimostrati contrari all’adesione di La Paz, per via del tentato golpe e il profilo filo russo e filo cinese dell’attuale governo, molto simile a quello venezuelano; il Venezuela è stato sospeso dal Mercosur dal 2017 dopo l’esautorazione dei poteri dell’assemblea nazionale.
In difesa di Arce è intervenuto il presidente brasiliano Lula, il quale ha molta stima del presidente boliviano.
Nonostante il turbolento momento politico e le divisioni interne allo stesso partito di governo, tra i sostenitori di Arce e quelli del suo predecessore Morales la Bolivia continua la strada che tracciata prima del tentato golpe, cioè verso l’integrazione latinoamericana e la prospettiva BRICS+, come conferma la recente visita di Arce in Russia da Putin.




