di Giuseppe Gagliano –
Il Canada dispone di una promessa di investimenti da circa 70 miliardi di dollari canadesi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, ma l’avvio dei finanziamenti resta bloccato dall’assenza di progetti sufficientemente maturi. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Ufficio canadese per i grandi progetti avrebbe informato la delegazione emiratina che, allo stato attuale, mancano iniziative già autorizzate e immediatamente cantierabili.
L’accordo, presentato nel novembre 2025 dal primo ministro Mark Carney come un pilastro della strategia di diversificazione economica del Paese, punta a ridurre la dipendenza dal mercato statunitense attraverso nuovi investimenti in infrastrutture, energia, intelligenza artificiale, logistica e minerali critici. Gli Emirati hanno confermato il proprio interesse a finanziare questi comparti, ma attendono progetti concreti e un quadro regolatorio capace di garantire tempi certi.
Il principale ostacolo è rappresentato dalla complessità del sistema decisionale canadese. Procedure autorizzative lunghe, competenze condivise tra governo federale e province, consultazioni con le comunità indigene e vincoli ambientali rallentano l’avvio delle grandi opere, limitando la capacità del Paese di trasformare rapidamente il capitale disponibile in investimenti operativi.
La questione assume anche una rilevanza strategica. Porti, infrastrutture energetiche, miniere di minerali critici e reti di trasporto rappresentano oggi elementi fondamentali della sicurezza economica e industriale. Ottawa punta infatti a rafforzare il proprio ruolo nelle filiere occidentali delle materie prime strategiche e dell’industria della difesa, anche attraverso nuovi strumenti di finanziamento internazionale.
Per gli Emirati Arabi Uniti, investire in Canada significa consolidare la propria presenza in un Paese ricco di risorse naturali e strategicamente collocato tra Atlantico, Pacifico e Artico, diversificando al tempo stesso gli investimenti oltre il Medio Oriente. Per il governo canadese, invece, l’intesa rappresenta un tassello della più ampia strategia volta ad ampliare i rapporti economici con il Golfo, l’Asia e l’Europa.
Il successo dell’accordo dipenderà ora dalla capacità di Ottawa di accelerare la realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali. In caso contrario, il rischio è che una delle più importanti promesse di investimento degli ultimi anni resti sulla carta, indebolendo le ambizioni del Canada di rafforzare la propria autonomia economica e strategica.



