
di Vincenzo Tartaglia * –
Il governo canadese ha scelto di affidare alla società tedesca ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) il ruolo di fornitore preferenziale per uno dei più importanti programmi militari della storia del Paese: la costruzione di 12 nuovi sottomarini a propulsione convenzionale. Secondo quanto riportato da CBC, Canadian Defense Review e Scenari Economici, il valore iniziale della commessa è stimato in oltre 12 miliardi di dollari. Considerando però circa mezzo secolo di manutenzione, aggiornamenti e supporto logistico integrato, il costo complessivo del programma potrebbe superare i 70 miliardi di dollari, rendendolo il più grande piano di approvvigionamento militare mai realizzato dal Canada.
Il modello selezionato è il “Type 212CD”, un sottomarino progettato per operare anche sotto i ghiacci dell’Artico. Secondo le previsioni, la consegna della prima unità alla Marina canadese dovrebbe avvenire entro il 2033.
Il Canada, secondo Paese più esteso al mondo, rischiava infatti di trovarsi con una capacità subacquea fortemente ridotta. L’attuale flotta è ormai prossima all’obsolescenza e i battelli ancora in servizio saranno progressivamente ritirati entro il 2030. I nuovi sottomarini avranno quindi il compito di rafforzare la difesa dell’Artico canadese e consolidare la presenza di Ottawa in una regione sempre più strategica, al centro della competizione tra Stati Uniti, Russia e gli altri Paesi rivieraschi.
Per evitare questo vuoto operativo, il primo ministro Mark Carney ha deciso di puntare sulla tedesca TKMS, preferendola alla sudcoreana Hanwha Ocean. La decisione è stata annunciata ufficialmente durante una conferenza stampa nel porto di Halifax.
La scelta di negoziare con un cantiere navale tedesco assume anche un significativo valore geopolitico. Da un lato consente al Canada di diversificare i propri fornitori militari, riducendo la dipendenza dall’industria della difesa statunitense; dall’altro rafforza i legami con l’Europa in una fase in cui i rapporti tra Washington e alcuni alleati della NATO attraversano un periodo di tensione, alimentato anche dalle ripetute critiche del presidente Donald Trump nei confronti dei partner europei.
Carney ha inoltre ribadito questa linea in occasione del vertice NATO del 2026 ad Ankara, affermando che il Canada è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo dell’Alleanza di destinare il 5% del PIL alla difesa entro il 2035. Oltre al programma dei sottomarini, Ottawa prevede infatti ingenti investimenti in nuovi velivoli, sistemi missilistici, capacità di difesa cibernetica e nel potenziamento della propria flotta di rompighiaccio, la seconda più grande al mondo.











