“L’enorme surplus commerciale della Cina, con un export che supera il trilione di dollari, è un cannone puntato contro le PMI europee e, in particolare, quelle italiane. Dietro quello smisurato avanzo c’è un sistema economico che inonda l’Europa con prodotti a prezzi impossibili da contrastare, generando squilibri che mettono a rischio interi settori. A soffrire di più sono il mondo della moda e quello dell’automotive, dove le nostre imprese, dai distretti artigianali alle filiere industriali, vengono travolte da una concorrenza che non riguarda il mercato, ma un vero e proprio squilibrio strutturale”.

Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.

“In questo scenario la tassa sui pacchi extra UE prevista nella prossima legge di Bilancio non solo è insufficiente, ma rischia di essere inutile rispetto alla dimensione del problema. È una soluzione di facciata che non cambia nulla e che non tutela né il tessuto industriale né quello artigianale italiano. Servono politiche commerciali molto più aggressive. Servono misure serie, strutturali, che impediscano lo schiacciamento delle imprese europee sotto il peso di una concorrenza che oggi è incontestabile non per merito, ma per asimmetria. Le PMI italiane stanno assistendo all’erosione di intere quote di mercato, margini e capacità produttiva, con una conseguenza drammatica: la perdita di competenze, posti di lavoro e identità produttiva”.