L’ospedale di Al Helou a Gaza City, supportato da Medici Senza Frontiere (MSF), ha subito gravi danni a causa degli attacchi israeliani avvenuti ieri nelle immediate vicinanze. Tutto ciò è accaduto nonostante le ripetute rassicurazioni da parte delle forze israeliane che l’ospedale non sarebbe stato in pericolo.
I danni sono avvenuti mentre all’interno dell’ospedale c’erano, tra gli altri, 12 neonati nelle unità di terapia intensiva neonatale, 5 pazienti ricoverati in medicina interna e 2 in ostetricia, oltre a 54 membri del personale, secondo quanto riportato dal ministero della salute.
A causa della vicinanza dei carri armati all’ospedale, il personale medico ha deciso di trasferire i pazienti nel seminterrato per la loro sicurezza. Questa decisione ha evitato che altri pazienti subissero ferite da schegge.
Durante gli attacchi, che sono continuati per gran parte della notte, una paziente incinta ha iniziato il travaglio. Ha partorito poi in condizioni di estremo stress e ha avuto complicazioni post-parto. Sia la madre che il bambino sono adesso stabili.
Un ospedale materno infantile dovrebbe essere un luogo di speranza e di nuovi inizi, ma a Gaza è offuscato dall’incertezza. Anche nel mezzo di un’offensiva, gli ospedali dovrebbero essere protetti. MSF chiede la cessazione immediata delle violenze e misure concrete per proteggere i civili.








