di Enrico Oliari –
Habemus Papam. La Chiesa cattolica ha il suo 266mo Pontefice, successore dell’emerito Benedetto XVI. L’elezione è avvenuta al quarto scrutinio dei voti dei cardinali riuniti in conclave ed è stata salutata dalla tradizionale fumata bianca e dalle campane di Roma, di cui il nuovo papa è vescovo, e del mondo.
Jorge Mario Bergoglio, argentino, assume quindi su di sé, con il nome di Francesco, il compito di guidare oltre un miliardo e 200 milioni di cattolici e soprattutto di dare risposte alle richieste di una Chiesa contemporanea; il nuovo Pontefice è anche monarca assoluto dello Stato della Città del Vaticano, paese che ha relazioni con 180 paesi nel mondo, che ha riconosciuto lo Stato di Palestina e che è Osservatore non membro delle Nazioni Unite.
Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 da una famiglia di origini Piemontesi, papa Francesco nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù ed è stato ordinato sacerdote nel 1969; nel 1992 è stato nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca, quindi nel 1997 è diventato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires e nel 1998 primate d’Argentina, fino ad essere nominato cardinale nel 2001 da Giovanni Paolo II, con il titolo di San Roberto Bellarmino. E’ il primo papa gesuita, anche perchè fra i voti della Compagnia di Gesù vi è la rinuncia alle cariche ecclesiastiche.
Fra le sue prime parole da Pontefice: “Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo… ma siamo qui”.




