“Non solo il governo si rifiuta di sospendere il memorandum del 2003 sulla cooperazione militare tra Italia e Israele, ma si appresta a stringere nuovi accordi di collaborazione con le forze armate di Netanyahu. L’email dell’Aiad (l’associazione dei produttori di armi italiani) pubblicata dal Manifesto parla chiaro: lo Stato maggiore della Difesa entro fine mese incontrerà – o forse ha già incontrato – rappresentanti militari israeliani per discutere di un piano di cooperazione bilaterale. E per questo la Direzione nazionale armamenti, su richiesta dello Stato maggiore della Difesa, ha chiesto alle aziende italiane del settore aggiornamenti sui rapporti commerciali con Israele relativi all’andamento delle trattative su gare già in corso o di prevista partecipazione. Depositeremo al più presto un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto per chiedergli di cosa si è discusso nell’incontro tra Smd e vertici dell’Idf e di spiegare come questo piano di rilancio della collaborazione con Israele, che chiaramente riguarda anche un rilancio delle forniture belliche italiane, si concili con le sue ripetute dichiarazioni sullo stop alla concessione di nuove licenze di export militare verso Israele. Uno stop, aggirato dalle aziende italiane con triangolazioni su società intermediarie non controllate, che comunque non riguarda le forniture di materiali ‘dual use’ – chimici, elettronici e informatici – utilizzati per la fabbricazione di esplosivi e di sistemi usati dalle forze armate di Israele nella sua guerra genocida contro i palestinesi di Gaza. Uno stop che ora, a quanto pare, la Difesa intende ritirare”.
Lo affermano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton.
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