Marocco. Smantellata una cellula jihadista legata all’Isis del Sahel, cresce l’allarme per la sicurezza

di Giuseppe Gagliano –

Le autorità del Marocco hanno smantellato una cellula terroristica collegata allo Stato islamico nel Sahel, arrestando dieci persone nel corso di operazioni condotte ad Agadir, Taroudant, Casablanca, El Hajeb, Tetouan, Fqih Ben Salah e Safi. Secondo l’Ufficio centrale marocchino per le indagini giudiziarie, il gruppo avrebbe ricevuto istruzioni dalla branca saheliana dell’Isis per colpire obiettivi sensibili e compromettere la sicurezza del Paese.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati armi bianche, uniformi militari, documentazione per la fabbricazione di ordigni esplosivi, materiali informatici, sostanze chimiche e un’autovettura modificata, ritenuta destinata a un possibile attentato con veicolo o a un attacco suicida.
L’operazione conferma la pressione crescente esercitata dalle organizzazioni jihadiste attive nel Sahel sul Nord Africa. Già nel marzo 2026 un’azione congiunta dei servizi di sicurezza marocchini e spagnoli aveva portato allo smantellamento di una rete operante tra Tangeri e Palma di Maiorca, accusata di pianificare un attentato in Spagna e di sostenere strutture riconducibili allo Stato islamico.
La posizione geografica del Marocco, crocevia tra Sahel, Mediterraneo ed Europa, ne rafforza il valore strategico ma ne aumenta anche la vulnerabilità. Rabat è chiamata a impedire sia la formazione di cellule interne sia l’utilizzo del proprio territorio come piattaforma logistica per reti terroristiche dirette verso il continente europeo.
L’instabilità del Sahel continua infatti ad alimentare l’espansione di gruppi affiliati allo Stato islamico e ad Al Qaeda, favoriti dalla debolezza delle istituzioni di Mali, Niger e Burkina Faso. Attraverso reti di traffico e collegamenti clandestini, queste organizzazioni cercano nuovi canali di finanziamento, reclutamento e supporto operativo verso il Nord Africa.
La sicurezza rappresenta anche un elemento essenziale per la crescita economica del Marocco, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo come destinazione turistica, polo industriale e partner commerciale dell’Europa. Eventuali attentati avrebbero conseguenze non solo sul piano della sicurezza, ma anche sulla fiducia degli investitori, sul turismo e sull’immagine internazionale del Paese.
La strategia marocchina punta soprattutto sull’attività preventiva dei servizi di intelligence e sulla cooperazione con i partner europei. Secondo le autorità di Rabat, dal 2015 sono state smantellate decine di cellule terroristiche e arrestati oltre mille sospetti legati all’estremismo, a conferma di una minaccia che resta costante nonostante l’efficacia delle operazioni di contrasto.
Per l’Europa, e in particolare per la Spagna, la collaborazione con il Marocco rappresenta uno dei principali strumenti per contenere l’espansione delle reti jihadiste provenienti dal Sahel. La sicurezza del Mediterraneo occidentale dipende sempre più dalla capacità di impedire che l’instabilità africana si trasformi in una minaccia diretta per il continente europeo.