Mattarella nella “Lista dei russofobi”. Meloni, ‘operazione di propaganda’

di Enrico Oliari

La Farnesina ha convocato l’ambasciatore russo Alexey Paramanov dopo che sul sito del ministero degli Esteri russo è apparsa una lista di personalità considerate “russofobe”, tra queste il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’elenco arriva dopo che in Italia, ma anche negli altri paesi occidentali, si sono verificate situazioni quantomeno paradossali, che hanno visto ad esempio il direttore musicale e artistico del teatro Mariinsky di San Pietroburgo (ma anche della principale orchestra della Bbc) Valerij Gergiev e il pianista ucraino, considerato “filo russo”, Alexander Romanovsky vedersi annullare gli eventi a cui erano stati invitati rispettivamente a Caserta e a Bologna. Si è trattato solo degli ultimi episodi di un lungo elenco in cui la cultura viene strumentalizzata ai fini politici, e solo ieri il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito “scandaloso” l’annullamento del concerto di Gergiev, asserendo che “l’Italia, che un tempo era una culla della cultura, è caduta in larga parte sotto l’influenza dei neonazisti ucraini”.
A determinare l’inserimento del presidente Mattarella nella “Lista dei russofobi” è stato, in base a quanto riportato dal ministero russo, l’intervento di febbraio presso l’Università di Marsiglia, in occasione del conferimento della laurea honoris causa: Mattarella aveva affermato in un discorso più ampio che “il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto, anziché di cooperazione, pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”. La portavoce del Cremlino, Maria Zakharova, aveva risposto a caldo che “paragonare la Russia al Terzo Reich non rimarrà senza conseguenze”, e aveva osservato che “tali parole sono pronunciate dal presidente di un Paese che storicamente è stato tra coloro che hanno attaccato il nostro Paese”, “l’Italia è il Paese in cui è nato il fascismo”.
A seguito dell’inserimento di Mattarella nella lista, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta dichiarando che “L’Italia ha scelto con fermezza di stare al fianco dell’Ucraina di fronte alla brutale guerra di aggressione scatenata dalla Russia ormai tre anni fa, e continua a garantire il proprio sostegno al popolo ucraino nella sua eroica resistenza. La pubblicazione da parte del ministero degli Esteri di una lista di presunti ‘russofobi’, accusati di aver ‘incitato all’odio’ contro la Russia, non è altro che l’ennesima operazione di propaganda, finalizzata a distogliere l’attenzione dalle gravi responsabilità di Mosca, ben note alla comunità internazionale e che la comunità internazionale ha condannato fin dall’inizio”. “Desidero per questo – ha aggiunto – rivolgere la mia solidarietà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai ministri Antonio Tajani e a Guido Crosetto e a tutti coloro che sono stati destinatari di questa inaccettabile provocazione”. Meloni e la stampa italiana hanno riportato che anche i nomi del ministro degli Esteri Antonio Tajani e di quello della Difesa Guido Crosetto appaiono nella lista, ma sotto il capitolo “Italia” compare solo quello del presidente Mattarella.
La “Lista dei russofobi” cita altre personalità del mondo politico internazionale, tra cui il cancelliere tedesco F. Merz; il ministro degli Esteri ceco J. Lipavsky (“Il dittatore Putin”, “l’asse del male: Russia, Iran, Corea del Nord”); il presidente polacco A. Duda; il presidente ceco P. Pavel; il ministro degli Esteri lettone B. Braze; il presidente della Lettonia E. Rinkevics (“da oltre tre anni, la Russia semina povertà, tirannia e paura con i metodi di Stalin”); il ministro degli Esteri lituano K. Budrys (“si dovrebbe augurare all’autore dell’introduzione (il ministro russo Serghei Lavrov) di riuscire a scrivere i suoi discorsi difensivi quando saranno finalmente pronunciati al Tribunale dell’Aja. Dovrà anche rispondere di tutti i crimini di aggressione”); il primo ministro polacco D. Tusk; il presidente E. Macron (“La Russia rappresenta una minaccia esistenziale per gli europei, date le azioni che intraprende in vari ambiti”); il ministro degli Esteri finlandese E. Vatonen; il presidente estone A. Karis; il ministro degli Esteri estone M. Tsakhkna; il presidente finlandese A. Stubb; il senatore Usa L. Graham; la Pesc K. Kallas; il rpesidnete del Consiglio europeo Andrea Costa; il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen; il presidente del Parlamento europeo R. Metsola; il segretario generale della Nato Mark Rutte; il ministro degli Esteri dell’Islanda T. K. Gurnarsdottir; il ministro della Difesa del Lussemburgo J. Backes; il primo ministro danese M. Frederiksen “Questa guerra riguarda la Russia, riguarda i sogni imperiali”).