A un giorno dal voto in plenaria del Parlamento europeo, i professionisti della salute di tutta l’Unione invitano i legislatori a respingere la proposta sul Regolamento sui Rimpatri. Tale normativa potrebbe infatti danneggiare gravemente la salute pubblica, minare la deontologia medica e scoraggiare le persone dal cercare cure essenziali.
In una lettera aperta lanciata oggi da Medici del Mondo e firmata da più di 1100 professionisti della salute di 17 Paesi (anche non UE) — tra cui medici, infermieri, ostetriche, psicologi e altri operatori sanitari — i firmatari esprimono preoccupazione per una proposta che intensificherebbe le retate di polizia, la detenzione — anche di minori — e la deportazione di persone senza documenti in tutta Europa.
I firmatari sottolineano che le misure proposte potrebbero favorire la profilazione razziale e trasformare i servizi pubblici essenziali — ospedali inclusi — in luoghi di applicazione delle norme sull’immigrazione, come già avviene negli Stati Uniti. Secondo la lettera, il timore di essere individuati e deportati porta già molte persone senza documenti a ritardare o evitare la ricerca di cure, con il risultato di condizioni di salute più gravi, costi di trattamento più elevati e maggiori rischi per la salute pubblica.
I professionisti della salute sollevano inoltre preoccupazioni sull’impatto sulla deontologia medica, in particolare sulla tutela della riservatezza dei pazienti. Il regolamento potrebbe facilitare la condivisione di dati personali sensibili, incluse informazioni sanitarie, e potenzialmente introdurre obblighi di segnalazione delle persone prive di status legale.
La lettera evidenzia inoltre i danni alla salute derivanti dall’ampliamento della detenzione per motivi di immigrazione, inclusi l’aumento del rischio di malattie infettive, gravi problemi di salute mentale e patologie durature. Vengono sollevate anche preoccupazioni in merito ai piani di istituire centri di deportazione al di fuori dell’UE, con tutele limitate per l’accesso all’assistenza sanitaria e la protezione dei diritti fondamentali.
I firmatari chiedono ai Membri del Parlamento europeo e al Consiglio di respingere la proposta di regolamento e di assicurare che la salute pubblica e l’accesso alle cure non vengano sacrificati alle politiche migratorie.








