di Giuseppe Gagliano –

La visita del presidente montenegrino Jakov Milatovic in Kazakistan conferma la volontà di Podgorica di inserirsi nei nuovi corridoi commerciali tra Asia ed Europa. Al centro dei colloqui vi è la possibilità di collegare il porto di Bar al Corridoio di Mezzo, la direttrice che attraversa Asia centrale, Mar Caspio, Caucaso e Turchia per raggiungere il mercato europeo, diventata sempre più importante dopo la guerra in Ucraina e la riduzione del ruolo delle rotte settentrionali.

Per il Montenegro il porto di Bar rappresenta una risorsa strategica ancora poco valorizzata. Un eventuale inserimento nella rete logistica eurasiatica potrebbe attirare investimenti in infrastrutture, trasporti, digitalizzazione e servizi portuali, trasformando il Paese in una piattaforma di collegamento tra Adriatico ed Europa centrale. Il progetto, tuttavia, richiede un deciso ammodernamento della rete ferroviaria, della logistica e delle procedure doganali.

Anche il Kazakistan guarda con interesse all’Adriatico. Astana punta infatti a diversificare i propri sbocchi commerciali verso l’Europa, riducendo la dipendenza dalle rotte che attraversano la Russia e rafforzando il Corridoio di Mezzo come alternativa strategica. In questo contesto il Montenegro può rappresentare una porta d’accesso ai mercati dell’Europa meridionale.

La decisione di aprire una missione diplomatica montenegrina ad Astana conferma la volontà di rafforzare i rapporti con tutta l’Asia centrale, una regione ricca di risorse energetiche e sempre più rilevante dal punto di vista geopolitico.

I rapporti economici tra i due Paesi restano però limitati. Nei primi quattro mesi dell’anno gli scambi commerciali si sono fermati a poco più di 226 mila euro, evidenziando come il potenziale della cooperazione sia ancora largamente inesplorato. Per questo Podgorica punta ad ampliare la collaborazione nei settori degli investimenti, del turismo, dell’agricoltura e della digitalizzazione.

Particolare attenzione viene riservata anche al percorso europeo del Montenegro. Un futuro ingresso nell’Unione Europea renderebbe il porto di Bar uno scalo comunitario strategico per le merci provenienti dall’Asia centrale, aumentando l’interesse del Kazakistan verso questo collegamento logistico.

La crescente competizione tra i grandi corridoi commerciali rende infatti sempre più importante il controllo delle infrastrutture di trasporto. In questo scenario anche un piccolo Paese come il Montenegro può ritagliarsi un ruolo, purché riesca a trasformare la propria posizione geografica in un vantaggio logistico concreto. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità di attrarre investimenti e di integrare il porto di Bar nelle principali reti commerciali tra Asia ed Europa.