di Shorsh Surme –
Tutti sono al servizio di sua maestà il sultano turco Recep Tayyp Erdogan. Oggi tutta la stampa curda hanno confermato l’arresto di Saleh Muslim, l’ex co-presidente del partito al governo del Kurdistan siriano (Rojava), l’Unione Democratica (PYD) a Praga, fermato a Bratislava su richiesta delle autorità turche.
La Turchia aveva pubblicizzato in precedenza una taglia da 1 milione di dollari per l’arresto del leader curdo.
Saleh Muslim, che in passato ha rilasciato un’intervista a Notizie Geopolitiche si era recato a Praga per partecipare a una conferenza. Secondo le agenzie di stampa del Rojava, l’intelligence turca stava monitorando il leader curdo dopo di che la polizia ceca ha aumentato le misure di sicurezza nell’hotel Marriot, dove il leader curdo soggiornava, e alla fine lo ha messo sotto custodia.
E’ vero che la storia si ripete. E successa la stessa cosa nel caso di Ochalan, quando a nel lontano 12 novembre 1998 arrivò a Roma e il governo italiano, o meglio una parte di esso, sapeva del suo arrivo da Mosca e organizzò il suo sbarco all’ aeroporto di Fiumicino concordandolo con lo stesso leader curdo. Il caso durò due mesi e si concluse con la partenza di Ochalan il 16 gennaio 1999, che arrivò qualche giorno dopo a Nairobi, in Kenya, dove fu catturato dai servizi dell’intelligence turca.
Ormai è diventato un gioco per la Turchia quello di emettere mandati di cattura internazionale per gli oppositori, non solo in Turchia anche nei altri paesi. Come nel caso dell’esponente curdo-siriano.




