“Povero Tajani, non sa più cosa dire per attaccare Conte e il M5S che oggi scende in piazza contro il riarmo e per la pace. Ancora il disco rotto dei soldi in più alla difesa messi dai governi Conte, come se questo fosse in contrasto con lo scegliere la diplomazia alla guerra – come stabilisce l’articolo 11 della nostra Costituzione – e con l’opporsi ai folli piani di riarmo eccezionali che prevedono aumenti immediati di spesa dai 10 ai 30 miliardi l’anno. Aumenti ben diversi da quelli, fisiologici, nell’ordine del miliardo l’anno, registrati sotto i governi Conte. Ricordiamo agli smemorati di oggi che già nel 2022, appena scoppiata la guerra in Ucraina, fu proposto un boom delle spese militari da 10-15 miliardi in due anni per arrivare al 2% del Pil nel 2024, e che solo grazie strenua opposizione di Conte e del M5S si arrivò al compromesso di rinviare l’obiettivo ad almeno il 2028. Ora ci risiamo e noi, a oggi come allora, con la massima coerenza, torniamo a dire no. Un no che oggi pomeriggio urleremo con forza dalla piazza a Roma”.
Lo dichiarano i capigruppo M5S nelle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Bruno Marton, Francesco Silvestri e Marco Pellegrini.
