di Guido Keller –
Il presidente russo Vladimir Putin ha decretato oggi un nuovo concetto di politica migratoria della Russia per il periodo 2026-2030. Esso prevede la riduzione del numero di migranti illegali e dei crimini, e un limite per la permanenza in Russia dei membri delle famiglie dei migranti che non lavorano e non studiano.
Nel paese saranno create le condizioni per il ritorno dall’estero degli abitanti del Donbass e della Novorossija, che hanno lasciato le loro case durante l’Operazione militare speciale, cioè l’invasione dell’Ucraina.
Ha stabilito inoltre che il numero di stranieri che condividono i valori tradizionali e che si trasferiscono in Russia dovrebbe aumentare, con riferimento al decreto dell’agosto 2024 che favorisce i cittadini di altri paesi intenzionati a stabilirsi in Russia, anche senza conoscerne la lingua, a patto che condividano i valori culturali del paese. L’obiettivo è quello di attrarre cittadini europei insoddisfatti, “vittime della russofobia”.
Ha poi aggiunto che il numero di bambini stranieri in Russia che non frequentano la scuola dovrebbe diminuire, e che autorità adotteranno misure contro la formazione di enclave etniche e la marginalizzazione dei migranti.












