di Enrico Oliari

Un imprenditore russo attivo nello sviluppo di sistemi a pilotaggio remoto destinati anche all’impiego militare è rimasto gravemente ferito in un agguato avvenuto nella città di Tula, circa 180 chilometri a sud di Mosca. L’uomo è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco nell’androne del palazzo in cui risiede.

Secondo il Comitato Investigativo della Federazione Russa, un assalitore non ancora identificato ha aperto il fuoco nella notte del 29 luglio, ferendo il bersaglio prima di darsi alla fuga. La vittima è stata trasportata d’urgenza in ospedale, mentre gli investigatori hanno aperto un procedimento penale per tentato omicidio e avviato le ricerche dell’autore dell’attacco.

Diversi media russi hanno identificato il ferito come Andrej Čerezov, direttore e fondatore della società Russkaja Laboratorija Vozdušnogo Transporta (Laboratorio Russo del Trasporto Aereo), azienda con sede a Tula specializzata nello sviluppo di velivoli senza pilota, software di controllo e sistemi di comunicazione protetti. La società è nota soprattutto per la famiglia di droni FPV “Ovod”, utilizzata dalle forze armate russe nel conflitto in Ucraina.

Secondo le prime ricostruzioni, Čerezov stava rientrando a casa quando il sicario, appostato nel vano scale, avrebbe esploso almeno tre colpi di pistola. Sarebbe stata la moglie dell’imprenditore, allertata dagli spari, a trovare il marito ferito e a chiamare i soccorsi. L’aggressore è riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Fondata nel 2022, la Russkaja Laboratorija Vozdušnogo Transporta ha ottenuto negli ultimi anni commesse pubbliche per la fornitura di sistemi UAV destinati sia alla ricerca universitaria sia ad applicazioni nel settore della difesa. Oltre ai droni della serie Ovod, l’azienda sviluppa sistemi anti-jamming, radar portatili per l’individuazione di velivoli senza pilota e tecnologie di guerra elettronica. Proprio per il suo coinvolgimento nella filiera militare russa, la società è stata inserita nei regimi sanzionatori occidentali.

Al momento le autorità russe non hanno indicato alcun possibile movente. Non è stato reso noto se l’agguato sia riconducibile ad attività criminali, a questioni personali o a un’azione legata al ruolo dell’imprenditore nell’industria della difesa. L’episodio si inserisce comunque in una serie di attentati e sabotaggi che, dall’inizio della guerra in Ucraina, hanno colpito dirigenti, tecnici e figure legate al comparto militare-industriale della Federazione Russa.

Nel gennaio 2025 è stato addirittura sventato un attacco con sostanze tossiche contro i lavoratori di un’impresa militare nella regione di Yaroslavl.