di Giuseppe Gagliano –
La decisione dell’amministrazione Trump di autorizzare la vendita di decine di motori a reazione destinati al programma del caccia turco KAAN segna una svolta nei rapporti con Ankara. Più che una semplice commessa industriale, la scelta rappresenta un tentativo di ricostruire un rapporto strategico con un alleato della Nato rimasto negli ultimi anni al centro di profonde tensioni, soprattutto dopo l’acquisto dei sistemi missilistici russi S 400 e l’esclusione della Turchia dal programma F 35.
L’obiettivo di Washington è mantenere la Turchia all’interno della filiera tecnologica occidentale, evitando che Ankara rafforzi ulteriormente la cooperazione militare con Russia e Cina. La fornitura dei motori consentirà infatti di sostenere lo sviluppo del caccia nazionale turco, preservando al tempo stesso una leva tecnologica americana su un programma considerato strategico.
La Turchia continua a rappresentare un alleato indispensabile per gli equilibri del Mar Nero, del Mediterraneo orientale, del Caucaso e del Medio Oriente. Per questo la Casa Bianca sembra preferire una strategia fondata sulla cooperazione selettiva piuttosto che sul confronto diretto, nonostante le perplessità del Congresso e le tensioni ancora aperte con il presidente Recep Tayyip Erdogan.
Per Ankara il programma KAAN costituisce uno dei pilastri della propria autonomia strategica. Dopo il successo ottenuto nel settore dei droni, il governo turco punta a sviluppare un velivolo da combattimento nazionale capace di rafforzare la propria industria della difesa e di competere sui mercati internazionali. La dipendenza da componenti statunitensi, tuttavia, dimostra come l’autonomia tecnologica resti ancora incompleta.
La decisione americana suscita preoccupazione in alcuni alleati regionali, in particolare Grecia e Cipro, che guardano con attenzione al rafforzamento delle capacità militari turche. Allo stesso tempo Washington intende limitare l’influenza russa su Ankara, riducendo lo spazio aperto dalla precedente collaborazione nel settore della difesa.
Anche sul piano economico l’accordo assume un valore rilevante. Gli Stati Uniti sostengono la propria industria aeronautica e mantengono una posizione centrale nelle future catene di fornitura del programma KAAN, mentre la Turchia compie un passo avanti verso l’obiettivo di diventare uno dei principali esportatori mondiali di sistemi militari avanzati.
La vendita dei motori non risolve le divergenze tra Washington e Ankara, ma inaugura una nuova fase caratterizzata da un pragmatismo reciproco. Gli Stati Uniti riconoscono il peso strategico della Turchia e scelgono di mantenerla saldamente legata all’industria occidentale, mentre Ankara prosegue il proprio percorso verso una maggiore autonomia senza rinunciare al rapporto con l’Alleanza Atlantica.



