L’Unione Europea ha erogato all’Ucraina altri 3,3 miliardi di euro destinati all’acquisto di droni e missili, portando a quasi 15 miliardi le somme versate da Bruxelles a Kiev dall’inizio del 2026 nell’ambito del sostegno militare e finanziario. Il nuovo stanziamento rientra nell’Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro previsto per il biennio 2026-2027.

“Erogheremo 3,3 miliardi di euro per contribuire all’acquisto di droni e missili nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina”, ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ribadendo che l’Europa continuerà a sostenere Kiev nella difesa del territorio e dello spazio aereo.

Il governo ucraino ha successivamente confermato di avere ricevuto la tranche. Il primo ministro Sergii Koretskyi ha spiegato che i fondi saranno destinati alle esigenze più urgenti della difesa, in particolare all’acquisizione di missili e velivoli senza pilota.

Quella del 18 settembre è la quarta erogazione effettuata nell’ambito della componente militare del prestito europeo. L’intero programma da 90 miliardi prevede 60 miliardi per gli acquisti destinati alla difesa e 30 miliardi di assistenza al bilancio dello Stato ucraino nel 2026 e nel 2027.

Una parte consistente delle risorse militari è stata indirizzata fin dall’inizio verso la guerra dei droni. Il 30 giugno la Commissione aveva avviato l’erogazione di 3,9 miliardi di euro come primo pagamento di una tranche di circa 6 miliardi destinata specificamente ai velivoli senza pilota. Il 24 agosto Bruxelles aveva inoltre approvato 6,1 miliardi per sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar.

La Commissione ritiene che uno dei principali problemi per Kiev sia ormai rappresentato non soltanto dalla disponibilità finanziaria, ma dai tempi necessari per trasformare le risorse in armamenti effettivamente disponibili sul campo. Bruxelles punta quindi ad accelerare le consegne attraverso il ricorso alle scorte esistenti degli Stati membri, la riprogrammazione delle commesse già effettuate e l’aumento della capacità produttiva dell’industria europea della difesa.

La pressione sulla difesa aerea ucraina è aumentata parallelamente all’intensificazione degli attacchi russi. Secondo un’inchiesta Reuters pubblicata il 18 settembre, Mosca sta utilizzando in misura crescente anche missili RM48U, originariamente concepiti per l’addestramento delle difese antiaeree e successivamente adattati all’impiego offensivo. Più della metà dei 228 missili balistici e ipersonici lanciati dalla Russia tra luglio e l’inizio di agosto sarebbe appartenuta a questa categoria. Uno degli obiettivi della strategia russa sarebbe consumare le limitate scorte ucraine di intercettori Patriot, assai più costosi e difficili da rimpiazzare.

Proprio la difesa antimissile rappresenta il prossimo terreno sul quale Bruxelles intende rafforzare la cooperazione con Kiev. Von der Leyen ha annunciato che la Commissione è pronta a utilizzare le risorse ancora disponibili nell’ambito di SAFE, lo strumento europeo per il rafforzamento dell’industria della difesa, per avviare un nuovo programma congiunto Ue-Ucraina.

Il progetto punta alla realizzazione di un sistema europeo integrato di difesa aerea e missilistica sviluppato a partire dall’attuale sistema antibalistico Freya. Nelle intenzioni della Commissione, il programma dovrebbe combinare l’esperienza maturata dall’Ucraina sul campo di battaglia con le capacità tecnologiche, industriali e produttive europee.

L’iniziativa segna un ulteriore passaggio nell’integrazione dell’industria militare ucraina nel sistema produttivo europeo. Il prestito da 90 miliardi non è infatti concepito soltanto come trasferimento di risorse finanziarie: Bruxelles punta a utilizzare una parte consistente dei 60 miliardi destinati alla difesa per creare una catena di approvvigionamento sempre più integrata tra Ucraina e industria europea, in particolare nei settori dei droni, delle munizioni, dei missili e della difesa antiaerea.