Invece di parlare solo di riarmo e difesa, facendo volare azioni produttori armi.
“I leader europei, Italia compresa, non solo hanno la faccia tosta di lamentarsi dell’esclusione europea dai negoziati sull’Ucraina senza rendersi conto di essersi tagliati fuori da soli dopo tre anni di cieco bellicismo contrario a ogni dialogo – ricordiamo la censura a Scholz per aver telefonato a Putin. Hanno anche il coraggio di avanzare pretese negoziali mentre continuano imperterriti a marciare sul sentiero di guerra, parlando insieme alla Nato di aumento delle forniture di armi a Kiev e di riarmo europeo contro la minaccia russa. Musica per le orecchie dell’industria bellica europea che negli ultimi giorni sta volando in borsa sull’onda della possibile esclusione delle spese in armi dai vincoli di bilancio del Patto di Stabilità: solo ieri dopo le parole della Von der Leyen il titolo di Leonardo (che da quando è scoppiata la guerra in Ucraina è salito del 426%) è schizzato su di 8 punti, +17% da quando pochi giorni fa sono filtrate le prime aperture in tal senso. E’ ora che l’Europa si tolga l’elmetto e finalmente – meglio tardi che mai – si metta a fare politica e diplomazia lavorando pancia a terra per organizzare una conferenza di pace europea che coinvolga Ucraina, Russia, Usa, Cina e Onu”.
Lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni Esteri, Difesa e Politiche Ue di Camera e Senato.
