UCRAINA, M5S: GOVERNO CHIARISCA SU ADESIONE A COALIZIONE MISSILI PER KIEV

“Mentre tutti discutono dell’assenza di Meloni al vertice parigino dei volenterosi che ha dato vita alla nuova ‘coalizione antimissile’ per armare Kiev, pochi hanno notato la presenza al vertice di Leonardo, insieme al gotha dell’industria bellica europea: i consorzi Eurosam e MBDA di cui Leonardo fa parte, le tedesche Hensoldt e Diehl, le francesi Thales e Safran, la norvegese Kongsberg, la svedese Saab, la danese Weibel, la svizzera Destinus e una dinamica start-up ucraina, la Fire Point, finita al centro di uno scandalo di corruzione che ha coinvolto la cerchia di Zelenski. Sarà questa piccola e discussa azienda ucraina a ricevere radar, ottiche, puntatori, componentistica elettronica e informatica avanzatissima, insomma il meglio del know-how missilistico europeo e ingenti finanziamenti, per trasformare entro un anno i suoi prototipi di intercettori FP-7X in armi che dovrebbero diventare più efficaci dei Patriot americani o dei Samp/t italo-francesi. La Fire Point produce anche i missili da crociera Flamingo usati da Kiev negli ultimi attacchi in profondità contro obiettivi in Russia: difficile pensare che la collaborazione industriale ufficialmente limitata ai missili difensivi non abbia ricadute anche per i missili offensivi. Il governo ha il dovere di chiarire subito in Parlamento i termini dell’adesione dell’Italia a questo accordo: quale sarà il ruolo di Leonardo, con quali costi per lo Stato e quali ritorni per l’azienda, con quali ritorni per la nostra difesa nazionale, con quali garanzie che le componenti italiane non finiscano nei missili ucraini lanciati su Mosca e che eventuali finanziamenti rispettino la normativa italiana anticorruzione? Domande a cui il governo deve rispondere”.
Lo dichiarano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti.