di Giuseppe Gagliano –

L’Unione Europea accelera il dialogo con Turchia e Regno Unito nel tentativo di consolidare nuove partnership strategiche in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina, dalla competizione energetica e dalla necessità di rafforzare la sicurezza del continente. I due dossier, pur distinti, riflettono la volontà di Bruxelles di intensificare la cooperazione con due attori considerati essenziali per la stabilità regionale.

Sul fronte turco, la visita ad Ankara dei rappresentanti della Commissione europea conferma il crescente interesse dell’Unione per un partner ritenuto indispensabile nella gestione delle migrazioni, della sicurezza del Mar Nero, delle crisi in Medio Oriente e delle rotte energetiche e commerciali tra Europa e Asia. La Turchia continua inoltre a svolgere un ruolo centrale nel cosiddetto Corridoio di Mezzo, la direttrice che collega l’Europa all’Asia centrale attraverso il Caucaso, riducendo la dipendenza dalle vie di transito che attraversano il territorio russo.

Bruxelles intende inoltre rilanciare il processo di modernizzazione dell’unione doganale con Ankara, in vigore dal 1995, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi economici e favorire una maggiore integrazione delle catene produttive. Restano tuttavia aperte le divergenze su Stato di diritto, diritti civili, questione cipriota e rapporti della Turchia con la Russia.

Parallelamente l’Unione Europea punta a rilanciare la cooperazione con il Regno Unito dopo la Brexit. Bruxelles auspica una rapida ripresa dei negoziati su questioni che comprendono norme sanitarie e fitosanitarie, cooperazione energetica, mobilità giovanile, sistema di scambio delle quote di emissione e collaborazione nel settore della difesa.

Particolare rilievo assume il dossier relativo alla sicurezza europea e al sostegno all’Ucraina. Il Regno Unito intende rafforzare la cooperazione industriale con l’Unione nel settore della difesa, mentre Bruxelles considera Londra un partner fondamentale grazie alle sue capacità militari, industriali e di intelligence, nonostante l’uscita dall’Unione.

Il riavvicinamento con Ankara e Londra evidenzia come la politica estera europea si stia adattando a un quadro internazionale nel quale sicurezza, energia, infrastrutture e rotte commerciali assumono un peso crescente. La guerra in Ucraina ha accelerato la ricerca di nuovi corridoi logistici ed energetici, rafforzando il ruolo della Turchia come ponte verso il Caucaso e l’Asia centrale e quello del Regno Unito come partner strategico per la sicurezza del continente.

Le iniziative in corso confermano la volontà dell’Unione europea di consolidare la cooperazione con due attori esterni ritenuti essenziali per affrontare le principali sfide geopolitiche ed economiche, pur mantenendo aperti i dossier più complessi sul piano politico e istituzionale.