Ue. Prorogata la deroga sulla privacy, resta aperto il confronto sul controllo delle comunicazioni

di Giuseppe Gagliano –

L’Unione Europea ha prorogato temporaneamente la deroga alle norme sulla riservatezza delle comunicazioni elettroniche, consentendo alle principali piattaforme digitali di continuare, su base volontaria, a individuare, segnalare e rimuovere contenuti legati agli abusi sessuali sui minori. La decisione del Parlamento europeo è arrivata dopo che non è stata raggiunta la maggioranza assoluta necessaria per respingere la posizione del Consiglio, permettendo così la prosecuzione della misura.
Introdotta nel 2021 come soluzione provvisoria, la deroga avrebbe dovuto lasciare spazio a una normativa definitiva che, tuttavia, non è ancora stata approvata. Il provvedimento autorizza i fornitori di servizi di comunicazione a utilizzare strumenti automatici per individuare materiale illecito e trasmettere le relative segnalazioni alle autorità competenti, senza imporre un obbligo generalizzato di controllo.
Il Parlamento europeo ha tuttavia inserito una tutela significativa, escludendo dall’ambito della misura le comunicazioni protette dalla cifratura end-to-end. In questo modo viene esclusa, almeno nell’attuale formulazione, la possibilità di effettuare controlli direttamente sui dispositivi degli utenti prima della cifratura. Gli Stati membri dovranno ora esprimersi sulle modifiche approvate dall’assemblea europea.
Il dibattito resta acceso perché, pur perseguendo l’obiettivo condiviso della tutela dei minori, la normativa solleva interrogativi sull’equilibrio tra sicurezza e riservatezza. I sistemi automatici possono infatti produrre errori nell’identificazione dei contenuti e alimentare il timore che strumenti sviluppati per contrastare la pedopornografia possano in futuro essere estesi ad altre tipologie di reato.
La proroga rafforza inoltre il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche, chiamate a svolgere una funzione sempre più rilevante nell’individuazione e nella segnalazione di contenuti illeciti. Ciò accentua il peso di operatori privati, in larga parte statunitensi, nella gestione di attività con implicazioni dirette per la sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini europei.
La deroga resterà in vigore fino al 3 aprile 2028, salvo l’entrata in vigore di una disciplina permanente. Il confronto europeo rimane aperto e continua a ruotare attorno alla ricerca di un equilibrio tra la protezione dei minori e la salvaguardia della riservatezza delle comunicazioni digitali.