di Enrico Oliari –
I giudici della Corte penale internazionale (Cpi) hanno denunciato l’Ungheria all’organismo di vigilanza della Corte stessa per il mancato arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu lo scorso aprile, quando era stato accolto a Budapest dal primo ministro Viktor Orban. Su Netanyahu pende il mandato d’arresto della Cpi, organismo sovranazionale dal quale l’Ungheria si era ritirata al momento della visita di Netanyahu.
Tuttavia lo Statuto della Cpi non è stato scritto da sprovveduti, e prevede che il ritiro effettivo di un paese possa avvenire ad un anno dall’annuncio. Netanyahu, accolto con tutti gli allori dal governo ungherese, è ricercato dalla giustizia internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità commessi a Gaza. Il mandato d’arresto emesso dai giudici della Cpi, poi sanzionati dagli Usa, nei confronti di Benjamin Netanyahu è stato accompagnato da quelli nei confronti dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, e degli esponenti di Hamas Mohammed Diab Ibrahim al-Masri, Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh, questi uccisi dagli israeliani












