di Giuseppe Gagliano –
Il licenziamento del segretario della Marina John Phelan segna un nuovo scossone ai vertici militari statunitensi e rafforza l’impressione di una gestione sempre più centralizzata del potere da parte della Casa Bianca. Secondo Reuters, la rimozione è legata ai ritardi nelle riforme della cantieristica navale, ai contrasti interni al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e a un’indagine etica. Al suo posto è stato nominato ad interim Hung Cao. L’uscita di scena si inserisce in una serie di cambiamenti ai vertici, tra cui quello del capo di stato maggiore dell’Esercito Randy George, alimentando un clima di instabilità nella struttura militare americana.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e impegni strategici delicati per la Marina, la decisione evidenzia come la priorità non sia soltanto l’efficienza operativa, ma anche l’allineamento alla linea politica della Casa Bianca. Sotto la guida di Donald Trump, il rapporto tra vertice politico e apparato militare appare più diretto e meno tollerante verso dissensi e lentezze burocratiche, con una pressione crescente sui responsabili affinché eseguano rapidamente le indicazioni dall’alto.
Questo approccio non configura automaticamente una deriva autoritaria, ma delinea uno stile di governo fortemente personalistico. Le istituzioni vengono trattate come strumenti da allineare e chi non raggiunge gli obiettivi o entra in conflitto con il nucleo decisionale viene sostituito. Se nel breve periodo ciò può apparire efficace, nel medio rischia di indebolire la continuità amministrativa e di accrescere la percezione che la fedeltà conti quanto, se non più, della competenza.
Il caso si intreccia anche con un momento difficile sul fronte del consenso. I sondaggi Reuters Ipsos indicano un tasso di approvazione al 36 per cento contro il 62 per cento di disapprovazione, il livello più basso del ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il calo riguarda temi centrali come economia e costo della vita, mentre le tensioni internazionali e il quadro energetico pesano sull’opinione pubblica.
In questo scenario, la rimozione di Phelan assume un significato più ampio. Non dimostra da sola un declino politico, ma suggerisce una leadership che reagisce irrigidendo il controllo. Il ricorso frequente a cambi ai vertici della difesa segnala una volontà di accelerare e consolidare il comando proprio mentre il contesto politico diventa più incerto. Il risultato è l’immagine di un potere ancora forte, ma attraversato da crescente inquietudine.












