di Giuseppe Gagliano –
Il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez ha avviato una profonda riorganizzazione dell’esecutivo accorpando il Ministero degli Esteri con quello del Commercio Estero, una scelta che punta a trasformare la diplomazia in uno strumento per attrarre investimenti, reperire capitali e sostenere la ricostruzione del Paese dopo la grave crisi economica e i devastanti terremoti di fine giugno.
Alla guida del nuovo dicastero è stato nominato Félix Plasencia, già ministro degli Esteri e ambasciatore in Cina e Colombia. Il suo compito sarà gestire contemporaneamente il riavvicinamento agli Stati Uniti, preservare le relazioni con Pechino e favorire l’arrivo di imprese straniere disposte a investire nella ricostruzione delle infrastrutture venezuelane.
La riforma arriva in un momento particolarmente delicato. I terremoti hanno provocato migliaia di vittime e quasi diciottomila sfollati, alimentando le critiche per la gestione dell’emergenza e spingendo Rodríguez a un ampio rimpasto di governo per rafforzare l’autorità dello Stato.
Sul piano politico, la nuova leadership deve consolidare la propria legittimità dopo la cattura di Nicolás Maduro nel gennaio 2026. Caracas punta a ristabilire rapporti più stretti con Washington senza compromettere le relazioni con Russia, Cina e Iran, partner strategici degli ultimi anni. La diplomazia venezuelana dovrà quindi conciliare la necessità di attrarre risorse finanziarie con la difesa della propria autonomia politica.
La ricostruzione rappresenta anche una sfida economica. Il Venezuela dispone di enormi riserve di petrolio, gas e minerali, ma necessita di ingenti investimenti per ripristinare infrastrutture, reti energetiche, ospedali e abitazioni. Gli Stati Uniti vedono nella ripresa del settore energetico un’opportunità per rafforzare la propria presenza nell’emisfero occidentale e ridurre l’influenza di Cina, Russia e Iran.
Resta tuttavia aperto il rischio che Caracas sostituisca la dipendenza dai partner orientali con una nuova dipendenza dai capitali occidentali. Parallelamente, il ruolo delle forze armate continuerà a essere determinante per garantire la stabilità interna durante la fase di ricostruzione e di transizione politica.
Il nuovo assetto governativo conferma così la strategia di Delcy Rodríguez: utilizzare la politica estera come leva economica per ottenere investimenti, rafforzare la legittimità internazionale e rilanciare un Paese che rimane al centro della competizione geopolitica tra Stati Uniti e Cina.












