“C’è un difetto di comunicazione al Parlamento che dico da quando sono parlamentare e mi sono stufato: queste cose dovrebbero essere più discusse. Io, senatore, che devo avere a che fare con la gente che mi incontra per strada, devo poter dire le cose in modo più chiaro. Si parla ad esempio di spese di difesa, ma si parla pochissimo di chi dovrebbe attaccarci. Ma qualcuno ha idea da chi l’Italia dovrebbe essere attaccata? Che la Nato ci abbia consentito i famosi 60 anni di pace è abbastanza evidente, ed è stata la Nato, ovviamente, e non l’UE. Che un’alleanza difensiva ci sia anche. Gli Stati Uniti battono cassa, ma prima di impostare un discorso con loro bisognerebbe mettere in piedi un’opinione su chi sono i nemici da cui guardarsi. Ovviamente dopo arrivano gli USA e dicono che i loro nemici sono l’Iran a causa dell’arma nucleare e che non sono stati aiutati dall’Italia, quando invece si aspettavano un aiuto. Se devo però impostare una difesa europea, devo capire quali sono gli avversari. Se l’avversario è la Russia, la guerra in Ucraina ci ha insegnato che tutto l’apparato enorme di schieramento della Nato è eccessivo. Se noi mettiamo insieme tutto l’apparato difensivo della Nato con aerei, missili, navi, eccetera, probabilmente siamo a un fattore 100 di eccessivo rispetto a quello che servirebbe”. Queste le parole di Claudio Borghi, economista e senatore della Lega, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Le cose sono semplici: ogni ministro tende a richiedere spesa per il suo dicastero, se io fossi Crosetto direi che ho bisogno di tanti miliardi per la difesa. Ma lo capisco, tutti i ministeri sono da vent’anni falcidiati da tagli costanti. Da tutte le parti si trovano cose che non funzionano. Per farvi un esempio, noi a livello di difesa non siamo messi malissimo, abbiamo in parte sacrificato l’esercito, di più rispetto a marina ed aeronautica, per un discorso sensato del ‘chi ci attacca?’. Supponiamo però che a un certo punto ci sia una situazione che precipita in Libia e serve una mano, senza l’esercito non possiamo fare nessuna proiezione internazionale”, ha proseguito Borghi. “Si possono avere anche dei limiti di spesa in generale su tutto il bilancio da molto tempo, e posso anche essermi rivolto ai miei elettori dicendo di aver fatto il possibile e che più di così non si può spendere. In realtà, però, tu non hai nessun limite sui soldi, il limite è dato dagli accordi europei”.
“Il primo nemico che la gente vede e che vorrebbe veder presidiato sono le strade e non le frontiere. Noi come Lega non siamo mai stati contro gli investimenti per la sicurezza. All’interno delle spese per la sicurezza tagliate ci sono anche quelle delle forze dell’ordine, la coperta è corta. Noi non siamo stati contrari più di tanto alle spese di riarmo, ma dobbiamo stare attenti a cosa sono queste spese di riarmo. Una cosa è se io spendo con i miei canali di finanziamento, un’altra cosa è se spendo con il safe, vale a dire l’indebitamento con l’UE. L’UE quando ci sono queste situazioni si infila dentro e fa lo strozzino. L’Europa ti dice di spendere con le armi, ma poi ti indebiti con me e ti dico io cosa fare con le spese. Il problema è proprio indebitarsi con l’UE”, ha concluso Borghi. “Mi sembra, però, che dopo tante discussioni il Presidente Meloni abbia capito che per una volta risponderemo picche ai soldi per l’Ucraina”.
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