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dal più recentePakistan. Ormai con l’Afghanistan è “guerra aperta”
Mentre l’attenzione della comunità internazionale si concentra sul conflitto scaturito dagli attacchi di Stati Uniti e Israele sull’Iran avviati lo scorso 28 febbraio, seguiti dalla rappresaglia di Teheran contro le monarchie del Golfo e altri Paesi dell’area, ce n’è un altro che si sta consumando quasi inosservato, malgrado le tragiche conseguenze che ne derivano, quello tra Pakistan e Afghanistan.
Libano. Israele torna a bombardare Beirut
ISRAELE, M5S: VIOLA DIRITTO INTERNAZIONALE? STOP ACCORDO MILITARE ENTRO 13 APRILE
“Tra meno di un mese, il 13 aprile, si rinnoverebbe automaticamente l’accordo di cooperazione militare Italia-Israele.
Iran. Israele colpisce il più grande giacimento di gas al mondo
Un attacco contro infrastrutture energetiche nel Golfo Persico ha fatto crescere la tensione internazionale e scosso i mercati del petrolio.
Corea del Sud. Gli Usa ritirano le piattaforme THAAD da Seongju e le trasferiscono in Medio Oriente
Gli Stati Uniti hanno iniziato il ritiro di tutte e sei le piattaforme di lancio del sistema antimissile THAAD dalla base americana di Seongju, in Corea del Sud, trasferendole verso il Medio Oriente, una mossa che potrebbe avere ripercussioni sull’equilibrio difensivo della penisola coreana.
Furzi, ‘Adieu monsieur Macron, les jeux sont faits!’
Un ex socialista arrivato al potere a 39 anni dopo essersi messo… in marcia (e averla guidata)!
Iraq. La via turca per esportare il petrolio, i prezzi scendono un po’
Dire * - Lo Stretto di Hormuz è ancora intasato. Ma stamattina i mercati hanno trovato un motivo per respirare.
Siria. Resistenze alla pressione Usa: il rischio di una guerra per procura in Libano
La pressione degli Stati Uniti sulla Siria cresce, ma Damasco frena.
La Cina applicherà il piano “tariffe zero” con l’Africa
Il primo maggio scatta il piano “tariffe zero”: la Cina abolisce i dazi al 100% delle importazioni provenienti da 53 delle 54 nazioni africane.
Iran. Strategia e politica: le critiche alla gestione di Trump
Incoraggiato dal successo in Venezuela e dalla cosiddetta “guerra dei dodici giorni” tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran nel luglio 2015, il presidente americano Donald Trump ha compiuto un passo che i suoi predecessori avevano sempre cercato di evitare e contro il quale gli alleati del Golfo lo avevano ripetutamente messo in guardia: scivolare in una guerra su vasta scala con l’Iran.