La Bielorussia ha avviato esercitazioni militari vicino ai confini con Polonia e Lituania, interessando anche aree prossime al corridoio di Suwalki, la fascia terrestre di circa cento chilometri che collega la Polonia alla Lituania e rappresenta il principale collegamento via terra tra gli Stati baltici e il resto dei territori della NATO.

Le manovre comprendono reparti meccanizzati e corazzati e attività di addestramento contro sabotatori, droni e piccoli velivoli. Minsk sostiene che le esercitazioni abbiano carattere difensivo e che dimensioni e armamenti impiegati rimangano al di sotto delle soglie previste dal Documento di Vienna del 2011.

Il corridoio di Suwalki riveste particolare importanza strategica perché si trova tra la Bielorussia e l’enclave russa di Kaliningrad. In un eventuale scenario di crisi rappresenterebbe per la NATO una delle principali vie terrestri per trasferire uomini, mezzi e munizioni verso Lituania, Lettonia ed Estonia, mentre separa territorialmente la Bielorussia da Kaliningrad.

Dal 2022 la cooperazione militare tra Minsk e Mosca si è progressivamente intensificata. Sebbene le forze armate bielorusse non siano state direttamente impiegate nei combattimenti in Ucraina, la Russia ha utilizzato territorio e infrastrutture del Paese per le proprie operazioni militari.

Secondo il Servizio di guardia di frontiera ucraino, stazioni di ripetizione situate in Bielorussia consentirebbero inoltre ai droni russi di estendere il proprio raggio operativo verso le regioni occidentali ucraine di Rivne, Volinia e Leopoli. L’Istituto per lo studio della guerra ha riferito che tali infrastrutture sarebbero state utilizzate anche per operazioni contro obiettivi prossimi alla frontiera polacca.

La Bielorussia rappresenta quindi per Mosca un’importante risorsa territoriale e logistica. Strade, ferrovie, aeroporti e altre infrastrutture possono sostenere la mobilità militare russa, mentre la possibilità di un loro utilizzo obbliga Polonia, Lituania e NATO a mantenere capacità di sorveglianza e difesa lungo il settore.

Parallelamente alla crescente cooperazione militare con Mosca, Minsk mantiene aperto il dialogo con Washington. Il 16 settembre la Bielorussia ha liberato 25 detenuti nell’ambito dei negoziati con gli Stati Uniti, accompagnati da un ulteriore alleggerimento delle sanzioni americane.

L’inviato statunitense John Coale ha dichiarato di auspicare ulteriori liberazioni entro il prossimo mese. Washington ha inoltre annunciato la revoca delle sanzioni contro Lakokraska e Bellesbumprom, mentre è stata prospettata anche la possibilità di recuperare beni bielorussi congelati presso istituzioni finanziarie statunitensi.

Gli Stati Uniti mantengono quindi un canale diretto con il presidente Alexander Lukashenko, utilizzando sanzioni, rapporti economici e liberazione dei detenuti come strumenti negoziali. Ciò non comporta necessariamente un allontanamento di Minsk da Mosca, considerando la forte dipendenza economica, energetica e militare della Bielorussia dalla Russia.

Il corridoio di Suwalki rimane intanto uno dei punti più sensibili del fianco orientale della NATO. Le esercitazioni bielorusse non indicano di per sé la preparazione di un’offensiva, ma confermano la crescente importanza militare di un’area nella quale deterrenza, infrastrutture, cooperazione russo bielorussa e rapporti diplomatici con l’Occidente si intrecciano sempre più strettamente.