Il Canada destinerà 350 milioni di dollari canadesi all’acquisto di intercettori per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina, mentre prepara un piano molto più ambizioso per produrre milioni di droni nei prossimi due anni. L’annuncio del primo ministro Mark Carney, dopo l’incontro con Volodymyr Zelensky, conferma il sostegno politico a Kiev, ma rivela anche l’intenzione di Ottawa di conquistare uno spazio nella nuova industria occidentale della difesa.
Il governo canadese non ha precisato quali intercettori saranno acquistati né i tempi delle consegne. È un elemento importante perché, nella difesa aerea, l’efficacia di un finanziamento dipende dalla disponibilità effettiva delle munizioni, dalle capacità produttive, dalla compatibilità con i sistemi già utilizzati dall’Ucraina e dalla rapidità con cui i missili possono raggiungere il fronte.
Le forniture dovrebbero essere effettuate attraverso un programma statunitense che permette agli alleati di finanziare l’acquisto di armamenti prodotti negli Stati Uniti e destinati all’Ucraina. La formula evidenzia uno dei meccanismi ormai consolidati del sostegno occidentale: Washington mantiene un ruolo centrale nella produzione, nell’autorizzazione e nel coordinamento dei sistemi più avanzati, mentre gli alleati contribuiscono finanziariamente.
Per Kiev il problema è diventato particolarmente urgente. Gli attacchi russi combinano velivoli senza pilota, missili da crociera e missili balistici nel tentativo di saturare le difese e costringere l’Ucraina a consumare grandi quantità di intercettori.
Il sistema Patriot rimane particolarmente importante per la capacità di contrastare anche minacce balistiche, ma gli intercettori più avanzati hanno costi elevati e la produzione occidentale non può essere aumentata rapidamente.
La guerra aerea si trasforma così anche in una competizione industriale. Non è sufficiente possedere batterie antiaeree: occorre produrre continuamente le munizioni necessarie ad alimentarle.
La Russia conserva inoltre il vantaggio dell’iniziativa, potendo scegliere tempi, direzioni e composizione degli attacchi. L’Ucraina deve invece proteggere contemporaneamente centrali elettriche, reti di distribuzione, depositi, comandi militari, industrie della difesa e grandi centri urbani.
Nessun sistema antiaereo può garantire una copertura completa di un territorio delle dimensioni dell’Ucraina. I nuovi intercettori finanziati dal Canada potranno quindi rafforzare la protezione di alcuni obiettivi prioritari, ma non eliminare la vulnerabilità complessiva del Paese.
L’efficacia del pacchetto dipenderà soprattutto dal numero di missili effettivamente acquistabili. Trecentocinquanta milioni di dollari canadesi costituiscono un impegno finanziario significativo, ma nel caso degli intercettori più sofisticati possono tradursi in una quantità relativamente limitata di munizioni.
Nella guerra di logoramento diventa quindi decisivo il rapporto tra il numero dei sistemi prodotti, quelli impiegati e la velocità con cui possono essere sostituiti.
Carney ha però indicato un obiettivo potenzialmente ancora più importante: portare il Canada a produrre milioni di droni entro due anni, destinandone una parte significativa all’Ucraina.
Se realizzato, il programma rappresenterebbe un cambiamento rilevante per l’industria canadese della difesa. I velivoli senza pilota sono diventati indispensabili per ricognizione, sorveglianza, attacco, guerra elettronica e correzione del tiro e possono essere modificati rapidamente sulla base dell’esperienza maturata sul campo.
Produrne milioni significa però organizzare una vera capacità industriale di massa. Servono componenti elettronici, motori, sensori, sistemi di comunicazione, programmi di controllo, batterie e catene di approvvigionamento sufficientemente sicure.
Il progetto non riguarda quindi soltanto l’assistenza a Kiev. Il conflitto può diventare per Ottawa un acceleratore della modernizzazione del proprio apparato industriale e uno strumento per ridurre alcune dipendenze dalle forniture straniere.
L’Ucraina offre inoltre un ambiente operativo nel quale tecnologie e sistemi vengono continuamente sperimentati e modificati. La guerra diventa contemporaneamente banco di prova, mercato e laboratorio per l’industria della difesa.
Per il Canada si apre così la possibilità di conquistare una posizione nella nuova economia militare occidentale, caratterizzata dalla crescente domanda di munizioni, velivoli senza pilota, sistemi antiaerei e strumenti di guerra elettronica. L’obiettivo di produrre milioni di unità rimane tuttavia estremamente impegnativo e dovrà essere valutato sulla capacità concreta delle aziende canadesi di aumentare rapidamente la produzione.
Il sostegno di Ottawa non riguarda soltanto le armi. Il Canada offrirà quasi 435 milioni di dollari canadesi in nuove garanzie sui prestiti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, destinate in particolare alla sicurezza energetica dell’Ucraina durante l’inverno.
È un intervento strategicamente importante. Gli attacchi russi contro il sistema energetico non colpiscono soltanto la disponibilità di elettricità, ma incidono sulla produzione industriale, sui trasporti, sui servizi pubblici e sulla capacità complessiva dello Stato di sostenere lo sforzo bellico.
Riparare centrali e reti di distribuzione significa quindi impedire che la pressione militare produca conseguenze economiche e sociali ancora maggiori.
Le garanzie finanziarie consentono inoltre al Canada di amplificare l’effetto delle proprie risorse attraverso le istituzioni finanziarie internazionali e di rafforzare la propria presenza in vista della futura ricostruzione ucraina.
Energia, trasporti, telecomunicazioni, infrastrutture e materie prime saranno infatti alcuni dei principali settori nei quali governi e imprese occidentali cercheranno opportunità una volta create le condizioni per una ricostruzione su larga scala.
Dal febbraio 2022 il Canada ha stanziato oltre 25,5 miliardi di dollari canadesi a favore dell’Ucraina, dei quali circa 8,5 miliardi destinati all’assistenza militare. La continuità di questo impegno risponde alla politica estera di Ottawa, ma possiede anche una dimensione interna legata al peso della numerosa comunità canadese di origine ucraina.
Sul piano diplomatico, Zelensky ha escluso un incontro trilaterale prima delle elezioni parlamentari russe del 20 settembre. Parallelamente proseguono i contatti sulle questioni energetiche e cerealicole, che collegano direttamente il conflitto alla sicurezza economica internazionale.
La strategia rimane quella di preparare eventuali negoziati cercando contemporaneamente di impedire un indebolimento della posizione militare ucraina. Il rischio è che ogni nuovo pacchetto di aiuti venga presentato come capace di modificare gli equilibri della guerra, mentre spesso la sua funzione principale è evitare un deterioramento della situazione.
I 350 milioni di dollari canadesi per gli intercettori non cambieranno da soli l’andamento del conflitto. Potranno però contribuire alla protezione di infrastrutture e città e prolungare la capacità dell’Ucraina di sostenere la campagna aerea russa.
Per Ottawa la scelta assume contemporaneamente un significato politico, militare e industriale. Il Canada finanzia la difesa di Kiev, ma cerca anche di costruire una propria capacità produttiva in uno dei settori destinati a pesare maggiormente nelle guerre future.
La battaglia nei cieli dell’Ucraina viene infatti combattuta con missili e velivoli senza pilota, ma la sua durata dipende sempre più dalle fabbriche che riescono a produrli e dai bilanci pubblici in grado di finanziarli. Nella guerra di logoramento, la capacità industriale diventa essa stessa un’arma.
