di Giuseppe Gagliano –

Documenti riservati visionati da Reuters e informazioni raccolte da fonti europee indicano che militari russi avrebbero partecipato a programmi di addestramento in Cina, rafforzando una cooperazione tra Mosca e Pechino che va oltre i tradizionali rapporti diplomatici ed economici. Se confermata, l’iniziativa rappresenterebbe un ulteriore passo nell’approfondimento dei legami strategici tra i due Paesi durante la guerra in Ucraina.

Secondo le ricostruzioni, i programmi sarebbero stati autorizzati dal ministro della Difesa russo Andrei Belousov e avrebbero coinvolto ufficiali dei due eserciti all’interno di strutture dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. Mosca non ha confermato l’esistenza dell’addestramento, mentre Pechino respinge le accuse e continua a sostenere di mantenere una posizione neutrale sul conflitto ucraino.

Le attività descritte riguarderebbero in particolare la protezione radiologica, chimica e biologica, la ricognizione in ambienti contaminati e la difesa delle infrastrutture da minacce non convenzionali. Si tratta di ambiti che hanno assunto crescente importanza nelle moderne dottrine militari e nella protezione delle infrastrutture strategiche.

La cooperazione riflette la complementarità tra i due Paesi. La Russia porta l’esperienza maturata sul campo nel conflitto ucraino, mentre la Cina dispone di una solida base industriale, tecnologica e formativa, oltre a consistenti capacità di ricerca e sviluppo nel settore della difesa.

Per l’Unione Europea la vicenda alimenta le preoccupazioni sul rapporto tra Pechino e Mosca. Bruxelles considera la Cina un partner commerciale fondamentale, ma allo stesso tempo osserva con crescente attenzione il sostegno economico e tecnologico che potrebbe contribuire indirettamente alla capacità della Russia di sostenere lo sforzo bellico.

Negli ultimi anni Mosca ha progressivamente rafforzato i legami economici con l’Asia in risposta alle sanzioni occidentali, mentre la Cina ha incrementato gli acquisti di energia russa e ampliato la cooperazione in numerosi settori strategici. L’eventuale collaborazione nel campo della formazione militare rappresenterebbe un ulteriore elemento di questo processo.

Pechino continua a presentarsi come attore favorevole a una soluzione negoziata del conflitto e ribadisce di non fornire assistenza militare diretta alla Russia. Tuttavia, le informazioni diffuse da Reuters riaccendono il dibattito sul reale livello della cooperazione tra le due potenze e sulle implicazioni che tale rapporto potrebbe avere per gli equilibri di sicurezza europei e internazionali.