Corea del Sud. Mezzo milione di militari sarà addestrato all’impiego dei velivoli senza pilota

di Giuseppe Gagliano –

La Corea del Sud accelera la trasformazione delle proprie forze armate puntando sui velivoli senza pilota. Il ministero della Difesa ha annunciato un piano che prevede l’addestramento di circa 500mila militari e la distribuzione di decine di migliaia di sistemi entro il 2029, con le prime forniture già a partire dal 2026. L’obiettivo è integrare i velivoli senza pilota nelle capacità operative di tutte le Forze armate, rendendoli una dotazione ordinaria e non più riservata a reparti specializzati.
La decisione riflette le lezioni emerse dai conflitti in Ucraina, Medio Oriente e Mar Rosso, dove sistemi economici e facilmente impiegabili hanno assunto un ruolo centrale nelle operazioni di sorveglianza, ricognizione e attacco. Seul intende costruire una rete capillare di piattaforme autonome e semi autonome per aumentare la capacità di osservazione e risposta lungo una delle frontiere più militarizzate del mondo.
La minaccia rappresentata dalla Corea del Nord resta il principale fattore alla base della nuova strategia. Pyongyang continua infatti a sviluppare missili, artiglieria e velivoli senza pilota sempre più sofisticati, anche con applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Per questo la Corea del Sud investirà parallelamente in sistemi di difesa dedicati, armi laser, tecnologie a microonde ad alta potenza e capacità di contrasto agli sciami di velivoli senza pilota.
Sul piano militare il programma punta a compensare il progressivo calo demografico e la riduzione del numero di giovani disponibili per il servizio, aumentando l’efficacia delle unità attraverso strumenti capaci di estendere la sorveglianza, ridurre i rischi per il personale e migliorare la rapidità di intervento. La nuova dottrina prevede inoltre una maggiore autonomia decisionale delle singole unità operative, riducendo la dipendenza da strutture di comando eccessivamente centralizzate.
Il progetto avrà anche importanti ricadute industriali. Seul intende utilizzare componentistica nazionale per rafforzare l’autonomia tecnologica e ridurre eventuali dipendenze esterne in un settore considerato strategico. L’iniziativa potrà sostenere lo sviluppo delle industrie elettroniche, della robotica, dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, consolidando ulteriormente il ruolo della Corea del Sud come produttore di sistemi avanzati per la difesa.
Non mancano tuttavia risvolti politici. Il rafforzamento del programma arriva dopo le polemiche che hanno coinvolto l’ex presidente Yoon Suk Yeol in relazione a un’incursione di velivoli senza pilota oltre il confine nordcoreano. Il governo guidato da Lee Jae Myung punta quindi a sviluppare nuove capacità militari mantenendo al tempo stesso un maggiore controllo politico e istituzionale sulle operazioni.
La modernizzazione delle forze armate sudcoreane si inserisce nel più ampio confronto strategico dell’Asia nordorientale. Mentre la Corea del Nord rafforza la cooperazione militare con Russia e Cina, Seul consolida l’integrazione tecnologica con gli alleati occidentali e investe in capacità autonome. La competizione non riguarda più soltanto missili e deterrenza nucleare, ma anche il controllo delle tecnologie, delle filiere industriali e dei sistemi senza pilota destinati a caratterizzare il campo di battaglia del futuro.