Il 16 settembre, il Centro Culturale dell’Azerbaigian, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, ha organizzato a Roma, presso la propria sede, “Echi d’autunno: omaggio all’opera azerbaigiana”, concerto lirico dedicato alla musica e alla tradizione operistica dell’Azerbaigian, in occasione della Giornata Nazionale della Musica dell’Azerbaigian, celebrata il 18 settembre in omaggio alla nascita di Uzeyir Hajibeyli, figura fondatrice della musica classica e professionale azerbaigiana.

La serata ha rappresentato un momento di incontro tra la tradizione musicale dell’Azerbaigian e quella italiana, attraverso l’esibizione di due giovani talenti azerbaigiani: il mezzosoprano Elmina Hasan, artista in rapida ascesa sulla scena operistica internazionale e Jalal Bashirli, che ha sviluppato il proprio percorso artistico e formativo anche in Italia e attualmente studente del Conservatorio di Santa Cecilia.

Nel corso della serata, la musica ha raccontato una delle espressioni più significative dell’identità culturale dell’Azerbaigian, rendendo omaggio all’eredità di Hajibeyli, nato il 18 settembre 1885. Compositore, musicologo, educatore e pubblicista, Hajibeyli è considerato il padre della musica professionale azerbaigiana. Con “Leyli e Majnun”, composta nel 1908, pose le basi della prima opera dell’Azerbaigian e della prima opera dell’intero Oriente musulmano, creando un originale dialogo tra la tradizione del mugham e gli elementi della musica classica europea.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore designato della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Elchin Huseynli, ha sottolineato il particolare significato della serata, celebrata all’inizio della sua presenza diplomatica in Italia. «Questa sera – ha evidenziato – porta con sé un significato profondo», ricordando come i giovani musicisti azerbaigiani che lavorano e studiano in Italia rappresentino dei veri e propri “ponti viventi” tra le due nazioni. Attraverso il loro talento, la tradizione musicale dell’Azerbaigian incontra infatti l’eccellenza della formazione musicale italiana, in un dialogo che rafforza i legami tra i due Paesi attraverso cultura, educazione e condivisione.

A sottolineare il valore della ricorrenza è stata anche la Direttrice del Centro Culturale dell’Azerbaigian, Gulnar Taghizada, che ha ripercorso la vita e l’eredità artistica di Hajibeyli, ricordando come la sua musica continui ancora oggi a far risuonare la cultura azerbaigiana sui palcoscenici internazionali.

Dalle opere Marito e moglie, Se non quella, allora questa e Arshin mal alan fino alla grande opera Koroghlu, Hajibeyli ha contribuito in maniera decisiva alla nascita e allo sviluppo di una moderna identità musicale nazionale.

«La musica è l’anima di una nazione», ha ricordato uno dei video proiettati nel corso dell’evento, richiamando il profondo legame tra l’opera di Hajibeyli e la costruzione dell’identità culturale dell’Azerbaigian. Un’eredità che trova nella Giornata Nazionale della Musica, celebrata ogni anno il 18 settembre, una delle sue più importanti espressioni.

“Echi d’autunno” ha così celebrato non soltanto una ricorrenza nazionale, ma la capacità della musica di creare dialoghi oltre i confini. Nel segno di Uzeyir Hajibeyli, la serata ha confermato il ruolo della cultura come spazio privilegiato di incontro tra Azerbaigian e Italia e come strumento capace di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio artistico profondamente radicato nella propria identità e, al tempo stesso, aperto al mondo.

L’evento ha visto la partecipazione di un numerosissimo pubblico, composto da rappresentanti del mondo diplomatico ed istituzionale, esponenti del settore accademico, culturale, imprenditoriale e dei media.