Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha dichiarato un nuovo stato di emergenza della durata di 60 giorni in otto province e tre cantoni del Paese.

Il provvedimento è entrato in vigore in questi giorni dopo la firma del Decreto esecutivo n. 498, giustificato dalla presenza di gravi disordini interni e dall’escalation della violenza criminale.

La misura riguarda le province di El Oro, Esmeraldas, Guayas, Los Ríos, Manabí, Pichincha, Santa Elena e Santo Domingo de los Tsáchilas, nonché i cantoni di Camilo Ponce Enríquez, nella provincia di Azuay, Las Naves, nella provincia di Bolívar, e La Maná, nella provincia di Cotopaxi.

È stato inoltre imposto il coprifuoco notturno in quattro province: Manabí, Los Ríos, El Oro e Guayas. Quest’ultima ha come capoluogo la strategica città portuale di Guayaquil, uno dei principali snodi utilizzati dai narcotrafficanti per trasportare la droga verso l’estero attraverso l’oceano Pacifico.

Il coprifuoco notturno resterà in vigore dal 17 al 30 settembre 2026.

Già durante il primo giorno di applicazione della misura, la Polizia nazionale ha annunciato il dispiegamento di oltre 15mila agenti per garantire la sicurezza nell’ambito delle disposizioni previste dal Decreto esecutivo n. 498.

Durante il periodo di validità dello stato di emergenza saranno sospesi anche i diritti costituzionali relativi all’inviolabilità del domicilio e della corrispondenza, consentendo perquisizioni immediate da parte delle Forze armate e della Polizia nazionale in presenza di indizi di reato, oltre all’esecuzione di requisizioni.

Come riportato da diversi media latinoamericani e spagnoli, tra cui Telesur e La Gaceta de la Iberosfera, l’Ecuador si trova in uno stato di “conflitto armato interno” dal 2024, dichiarato da Noboa per intensificare la lotta contro le organizzazioni criminali, che il potere esecutivo ha iniziato a definire come “terroristiche”.

Il governo ha giustificato la proclamazione del nuovo stato di emergenza citando i 442 omicidi registrati tra il 16 agosto e il 10 settembre 2026 nelle otto province interessate dal provvedimento. Guayas risulta la provincia maggiormente colpita, con 187 casi.

Secondo quanto riportato dal Centro nazionale di intelligence (CNI), dalla Polizia nazionale e dalle Forze armate, sono in corso violente dispute territoriali tra diversi gruppi della criminalità organizzata, tra cui Los Lobos, Los Choneros, Tiguerones, Águilas e Fatales.

Queste organizzazioni diversificano le proprie fonti di finanziamento attraverso il traffico internazionale e locale di droga, il traffico di armi, l’estrazione mineraria illegale, i sequestri di persona e le estorsioni. A queste attività il governo ha risposto con una dura strategia di contrasto, che non è tuttavia riuscita finora a riportare sotto controllo la situazione della sicurezza. L’escalation della violenza continua infatti a porre interrogativi sull’efficacia delle misure adottate e sulla capacità dello Stato di arginare l’espansione delle organizzazioni criminali.